AAVV
Italian Idiot - The First Italian Tribute To Green Day

2010, Da Kila Records/Making Believe Records
Punk

Recensione di - Pubblicata in data: 02/11/10

Sono passati secoli da quando i Green Day hanno messo firma sul loro primo disco, "1,039/Smoothed Out Slappy Hours", e il contagioso "Kerplunk", entrambi per l'indipendente Lookout Records. Vent'anni e, loro in primis, non avrebbero mai immaginato di trovarsi, nel 2010, a pari livello di notorietà con U2, Coldplay e qualsiasi commercial band che si rispetti. Dal primo successo planetario con "Dookie" (1994), la rinascita del movimento new punk (o McDonald punk, come qualcuno in modo dispregiativo l'ha etichettato), il trio ha avuto anni di sopravvivenza, galleggiando con fatica grazie ai successivi "Insomniac" (sottovalutato ma troppo agrodolce e cupo perché sia una produzione del giorno verde) e i mediocri "Nimrod" e "Warning", alla memoria solo per le hit radiofoniche "Good Riddance" e "Minority". La seconda gioventù del trio avviene nel 2004 con il blockbuster "American Idiot", colosso da milioni di copie vendute, che rabbocca la brocca dei fan facendola in sostanza trasbordare di nuovi teenager brufolosi. Tutta questa filippica solo per dire che i Green Day sono riusciti a rimanere sulla cresta dell'onda nei due decenni grazie, non alla loro crescita artistica o alla loro presunta maturazione ma grazie all'avvicinamento verso un pop rock commerciale che vive delle doti vocali e melodiche di Billy Joe Armstrong (tralascio volontariamente l'ultimo lavoro "21th Century Breakdown" del 2009, a mio avviso apprezzabile quanto l'ultimo disco di Shakira).

Questo primo tributo italiano alla band è un agglomerato di punkers che arrivano da tutta la penisola, vecchie e nuove conoscenze, e che riprendono i successi dei Green Day in modo devoto e fedele alla linea degli originali. Questo è quello che stona. Diciannove pezzi, tutti suonati e registrati senza la minima variazione al tema. Escludendo i Cani Pazzi che mettono pepe alla originariamente acustica "Good Riddance" o Nadia Lanfranconi che rende un pezzo superfluo come "Wake Me Up When September Ends" ancora più superfluo, i restanti gruppi suonano da cover band i restanti brani. Non è di sicuro un disco spiacevole, apprezzabile la scelta degli Hangers di offrire uno dei primi (e migliori) pezzi presenti nell'esordio del 1990 come "Going To Pasalaqua" o i Biffers con l'energica "Coming Clean" ma mi chiedo cosa possa spingere una persona a spendere dei soldi per acquistare questo lavoro quando, a voler ben vedere, si ha più soddisfazione ad ascoltare gli originali.

In definitiva, "Italian Idiot" suona benissimo, un quindicenne che ha appena acquistato "21th Century Breakdown" urlerà di gioia, ma tutti gli altri? Sono l'unico che da un disco di tributi si aspetta che la band che propone i pezzi li personalizzi con il suo stile? Certo allora un gruppo punk rock da due accordi e via come deve riproporre un brano di un gruppo punk rock da due accordi e via come i Green Day? Forse la risposta è semplice, non deve riproporli, perlomeno non in un tributo a pagamento.

Negli anni novanta i gruppi punk rock si rifacevano ai Ramones, tributandogli gli onori con cover e dischi, oggi la stessa cosa si fa con i Green Day. Poco male, ognuno ha gli anni che si merita.



01. NASTY CATS - Maria
02. TEENAGE GLUESNIFFERS - Church on Sunday
03. SUCCO MARCIO - Words i might have ate
04. ACID COLOUR - Waiting
05. CANI PAZZI - Good Riddance
o6. KILLTIME - Ha Ha you're dead
07. FACE OFF "She"
08. TEENAGE BUBBLEGUMS - Uptight
09. RIVELARDES - Basket Case
10. NADIA LANFRANCONI - Wake me up when september ends
11. FROZEN BRAINS - F.o.d.
12. HANGERS - Going to Pasalaqua
13. KILL THAT GIRL - Westbound Sign
14. HOT DOG - Brain Stew
15. PLUTONIO 113 - Hitchin' a ride
16. FLOWERS - One for the Razorbacks
17. BIFFERS - Coming Clean
18. MY BURNING WINGS - Welcome to Paradise
19. ALLEX N JULY - Rest

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