Julie Fowlis
Mar A Tha Chridhe

2005, Cadiz Music Ltd
Folk

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 01/03/10

Ascoltare Julie Fowlis è come entrare nel cuore più pulsante e passionale del folk scozzese. Profondi legami con la tradizione della sua terra natia ed una spruzzata di folklore celtico (significativo la predilezione di Julie per il flauto irlandese rispetto alla cornamusa scozzese a sostenere la maggior parte dei fiati delle sue composizioni): sono questi gli elementi su cui si fonda la proposta della scozzese, di cui questo "Mar A Tha Chridhe" rappresenta il sorprendente debutto discografico. Che Julie possieda l'innato dono di fare musica estremamente evocativa è più che palese, e basta buttare anche frettolosamente un orecchio sulle strumentali di questo cd (“Jig And Reels”, “Reels” e “Strathspey And Reels”) per essere immediatamente trasportati su una Highland, oppure in un paesino scozzese in festa.

Quando, invece, Julie apre la bocca, si rimane incantati sia dal fatto che i testi siano cantati nella perduta lingua del gaelico (a rafforzare il legame profondo con la madrepatria), sia dalla bravura della nostra scozzese, che mostra una voce estremamente duttile, adatta sia ai momenti più dolci di “Mo Bheam Chomain” (magnifico il pianoforte in questa traccia) o di “Tha Mo Ghaol Air Aird A' Chuan” (dove sono invece la chitarra acustica ed il violino a prevalere), che alle danze più scanzonate di “Oganaich Uir A Rinn M' Fhagail” (in apertura, nonché uno dei momenti più alti dell’intero lavoro) o di “Pruit” (magnifico lo scioglilingua innestato su una chitarra ed una cornamusa a dir poco incalzanti). Nel mezzo, ci sono delle godibilissime ballate per chitarra in mid-tempo come “Biodh An Deoch Seo 'n Laimh Mo Ruin” e “Tha Caolas Eadar Mi 's Iain”.  La conclusione dell’album è affidata a “Moladh Uibhist”, una canzone puramente vocale che ci dà modo di apprezzare per l’ennesima volta (ma non che ce ne fosse poi più di tanto bisogno) le straordinarie doti canore di Julie.

Certamente inferiore rispetto al premiato “Cuilidh”, “Mar a Tha Chridhe” rimane comunque un album estremamente godibile, senza nessuna colpa particolare se non quella di presentare un’artista ancora non pienamente consapevole delle proprie capacità compositive. Questo imane comunque un album fortemente consigliato, per scoprire le radici di una donna ed un’artista genuina, come la sua musica.  



01. Oganaich Uir A Rinn M' Fhagail
02. Tha Mo Ghaol Air Aird A' Chuan
03. Biodh An Deoch Seo 'n Laimh Mo Ruin
04. Jigs And Reels
05. Tha Caolas Eadar Mi 's Iain
06. Ged A Sheol Mi Air M' Aineol
07. Reels
08. Mo Bhean Chomain
09. Puirt
10. A Mhaighdeannan 's A Mhnathan Og
11. Strathspey And Reels
12. Moladh Uibhist

Intervista
Tyler Bryant & The Shakedown: Tyler Bryant

LiveReport
Nick Mason's Saucerful Of Secrets - Roma Summer Fest 2019 - Roma 16/07/19

LiveReport
Muse - "Simulation Theory" World Tour - Milano 13/07/19

LiveReport
Rock The Castle 2019 - Day 3: Slayer and more - Villafranca di Verona 07/07/19

LiveReport
Rock The Castle 2019 - Day 2: Slash feat Myles Kennedy & The Conspirators and more - Villafranca di Verona (VR) 06/07/19

LiveReport
Rock The Castle 2019 - Day 1: Dream Theater and more - Villafranca di Verona (VR) 05/07/19