Pelican
Ataraxia/Taraxis [EP]

2012, Southern Lord
Post Metal

Recensione di Marco Mazza - Pubblicata in data: 13/12/12

Dopo l’insipido “What We All Come to Need” di tre anni fa cosa possiamo attenderci questa volta dai Pelican? Riusciranno a tornare a sfornare lavori all’eccelso livello al quale ci avevano abituato in passato e che li hanno resi uno dei gruppi riferimento nel panorama post-metal? Riproporranno ancora una volta la combo post-metal/sludge che li ha portati al successo o, dopo il mezzo passo falso fatto con l’uscita precedente, decideranno di evolvere il loro suono? Magari verso qualcosa di più pesante, come forse sarebbe naturale aspettarsi da una band entrata ormai da tempo nelle scuderie della Southern Lord. Sono queste le domande che ci balzano nella mente quando ci troviamo di fronte al loro ultimo prodotto, l’EP “Ataraxia/Taraxis”.


L’uscita si compone di quattro brani, registrati tutti in studi diversi e, differentemente da quanto fatto nel passato, nessuno è di lunga durata, nulla che superi i cinque minuti. Il pezzo iniziale e quello finale danno il titolo al prodotto e rappresentano gli episodi di maggiore sperimentazione per il gruppo di Chicago, in esse troviamo infatti alcune novità nel loro stile musicale. I cambiamenti vanno però nella direzione opposta alle aspettative, con un ammorbidimento del suono e l’introduzione o rimozione di alcuni strumenti. Nel mezzo due composizioni sicuramente molto più pesanti e consuete per i Pelican. Nonostante i cambi stilistici e il contrasto evidente tra le due title track e le tracce di mezzo, "Ataraxia/Taraxis", fatta eccezione per alcuni passaggi, risulta comunque sorprendentemente coerente nella sua composizione generale.

Al primo ascolto l’opener “Ataraxia” è la traccia che indubbiamente stupisce maggiormente, solo chitarre acustiche, tastiere e assenza totale di batteria. Dopo una breve intro quasi dark-ambient, le chitarre acustiche ci accompagnano lentamente nel cupo scenario nel quale si muoverà il resto della pubblicazione. Con la successiva, decisamente più pesante, “Lathe Biosas”, i Pelican tornano quelli del passato; si sviluppa tra riff e progressioni che rimandano a direttamente a “City of Echoes”. La successiva “Parasite Colony” prosegue sulla falsariga della precedente seppur con un’anima doom ancora più evidente. Anche i questo caso quanto fatto è un buon lavoro, soprattutto nella seconda parte. Sono pezzi molto dinamici, con la sezione ritmica che oscilla tra parti più tese ed altre più rilassate, ricreando, almeno in parte, quell’effetto di ‘attesa’ nell’ascoltatore che è stato il segreto del loro successo per molto tempo e che avevano completamente perduto in “What We All Come To Need”. Con la conclusiva “Taraxis” i Pelican svolgono l’esperimento più ambizioso dell’EP, cercando di mettere assieme gli elementi di novità intravisti con “Ataraxia” con il loro sound più tipico.  Ad una prima parte che scorre veloce e leggera, costruita attorno ad un semplice motivo di chitarra acustica, ne segue una seconda decisamente più aggressiva, con le chitarre acustiche che lasciano il posto a delle taglientissime elettriche e ad una batteria sulla quale si picchia ora con veemenza. L’esperimento risulta globalmente buono, soprattutto per quello che riguarda la prima metà. Si nota però uno stacco troppo netto tra le due parti, la breve transizione gestita dalle tastiere non è sufficiente ad amalgamare bene le due anime espresse, ed anche il finale appare un pò incerto.

“Ataraxia/Taraxis” è comunque nel complesso una buona uscita. Se con il precedente album qualcuno li dava già per spacciati, con quest’ultimo EP i Pelican dimostrano di avere ancora un soffio di vita. Per quanto sia ben lungi dal rappresentare un capitolo importante nella loro discografia, è nel complesso un buon prodotto e può far nutrire qualche speranza per il futuro, diversi segnali positivi si sono infatti intravisti. Il titolo dedicato alle due tracce che più si allontanano dal loro sound consueto lascia pensare a possibili evoluzioni nell’avvenire della band dell’Illinois. I Pelican hanno avuto molto da dire nella loro carriera, la loro discografia consta di innegabili capolavori e la loro influenza nell’ambiente in cui si sono mossi in passato non è trascurabile. Qualunque direzione vorranno intraprendere in futuro ci auguriamo che il pellicano sappia ancora volare in alto come una volta.





LiveReport
Loud And Proud Fest - Paderno Dugnano (MI) 09/11/19

LiveReport
Opeth - In Cauda Venenum Tour - Milano 09/11/19

LiveReport
Jethro Tull - 50 Anniversary Tour - Roma 07/11/19

Speciale
Quiet Riot - Hollywood Cowboys

Speciale
Foals - Everything Not Saved Will Be Lost Part 2

Intervista
Blind Guardian Twilight Orchestra: André Olbrich