Alanis Morissette
Havoc And Bright Lights

2012, Collective Sounds
Pop Rock

Dopo la devastazione della tempesta, un'esplosione di luci riporta Alanis Morissette su binari artistici di tutto rispetto
Recensione di Alessandra Leoni - Pubblicata in data: 30/08/12

Alanis Morissette ultimamente non ci aveva fatto troppo impazzire. Anzi, per nulla. "So-Called Chaos" e "Flavors Of Entanglement" non erano propriamente all'altezza della nomea della cantautrice canadese - naturalizzata americana. Erano lavori piuttosto scialbi e poco ispirati - anche se canzoni come "Everything" e "Not As We" rimangono delle pregevoli eccezioni. Dunque, forse era necessaria una pausa di riflessione, un altro scossone nella vita dell'artista, per ritornare a stupire i propri ascoltatori.


E non si può dire che l'invocato scossone non sia arrivato: oggi Alanis è madre, oltre che moglie, e sembra essere molto più felice che in passato, anche a giudicare dalla splendida copertina del nuovo "Havoc And Bright Lights", che la ritrae in mezzo alla natura con un cielo terso sopra di lei. Ma veniamo al punto della questione: vale la pena dare una possibilità al nuovo disco della Nostra? La risposta è assolutamente sì, per quanto esso non sia privo di cali di ritmo - come per esempio l'insipida "Woman Down". Questo full-length presenta alcune decise virate verso lidi rock, come in "Celebrity", o l'energica "Numb", uno dei punti più alti dell'album senza dubbio. Dicevamo dell'energia, che viene incanalata e diretta verso altri destinatari rispetto ai vecchi amori complicati della canadese: nello splendido singolo "Guardian" Alanis canta tutto l'amore che prova verso il figlio nato da poco meno di due anni, Ever Imre. Non solo, un altro tema che la Nostra ha voluto affrontare è la parità tra sessi, e la comprensione reciproca contenuta "Empathy" - riflessione forse scaturita dalla sua vita matrimoniale. Non mancano i brani più intimi e meditativi, come l'eterea "‘Til You" o "Havoc". Ancora una volta, anche in questo tipo di brani sembra di percepire il cambiamento e la maturazione della canadese, che canta in maniera diversa, con meno strazio, ma con la stessa dolcezza di una madre che vede il figlio dormire. In generale, la direzione intrapresa sembra funzionare bene e l'album scorre via con piacevolezza, tra pop rock e qualche tocco raffinato e mai invadente di elettronica - come si può sentire nella bella "Edge Of Evolution".


Finalmente ci sentiamo di dire che "Havoc And Bright Lights" è degno di essere considerato un buon album - fermo restando che "Jagged Little Pill" e "Supposed Former Infatuation Junkie" rimangono inarrivabili, ma è pur vero che fanno parte di un'altra fase della vita della Morissette. Questo full-length sprizza serenità e pace e ne trasmette in buona quantità all'ascoltatore. Perché rifiutarle? Un disco bello può anche essere un disco fatto con la gioia nel cuore, senza troppi tormenti o complicazioni. Brava Alanis, ci piaci anche così.





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