The Stranded
Survivalism Boulevard

2012, Coroner Records
Death Metal

Recensione di Davide Panzeri - Pubblicata in data: 06/08/12

Forse il nome di Ettore Rigotti dirà ben poco a molti di voi, ma a tanti potrà accendersi un lumino in testa quando leggeranno i nomi di Disarmonia Mundi, Blood Stain Child e Slowmotion Apocalypse. Il polistrumentista italiano (per la precisione di Torino) riesce nella non facile impresa di sorprenderci e stupirci, regalandoci un album letale, veloce, potente e onestamente genuino.

I The Stranded, quartetto italo-americano, ci piazza in mano questo “Survivalism Boulevard”, album dalle forti tinte melodeath moderne, influenzate però da molti altri svariati generi. La produzione è eccellente e di ottima fattura, nulla da invidiare a prodotti della massima categoria. I brani, dieci, che si snodano nel platter, si rivelano essere delle vere e proprie sassate sui denti, la potenza scaturita dalla doppia voce (attenzione, doppia voce di due cantanti diversi e non, come succede spesso, cambio di timbro vocale per lo stesso vocalist) è eccezionale, il dualismo su cui viene giocata questa caratteristica è piacevole e frizzante, urli in screaming si alternano a classiche parti in scream, magari scavalcate da rozzi e ancestrali growl. Le chitarre eseguono un onestissimo lavoro, moderne e precise al punto giusto, vengono coadiuvate da una batteria pressoché martellante e distruttiva (in alcuni punti si riesce a capire il vero senso della parola “cavalcata” e “tappeto di doppio pedale”). Non si possono dimenticare gli infaticabili basso e tastiera, due strumenti che, troppo spesso relegati in secondo piano, qui riescono a procurarsi il loro spazio mettendo in mostra quanto di buono possono fare. Il songwriting, in tutto ciò, ne esce a testa alta, canzoni che non rischiano mai di scadere nel trito e ritrito e nel banale, ma che, anzi, si distinguono per una certa originalità (nonostante il genere potrebbe portare a pensare al contrario). Questa mistura sonora quindi non fa altro che impreziosire ed elevare di valore il prodotto (due hit su tutte sono l’iniziale “Blood Like Gasoline” e la superba “Eclipse” dal finale travolgente e maestoso).

“Survivalism Boulevard” si rivela così essere un oasi nel deserto death metal Melodico, un’ancora di salvezza dal troppo materiale copia-incolla che da qualche tempo imperversa nel mondo. Una piacevole scoperta e sorpresa i The Stranded che, sono sicuro, riusciranno a far breccia nelle vostre orecchie ed a rimanere in heavy rotation nei vostri lettori per un bel po’ (e poi, che diamine, quando questi ottimi prodotti sono anche italiani, c’è ancora più soddisfazione nell’ascoltarli)




01. Blood Like Gasoline
02. Only Death Can Save Us Now
03. Blackout Season
04. Ill Will Future
05. Sulphur Crown
06. Eclipse
07. Carnival Shroud
08. Post-Human Archetype
09. National Breakdown
10. Survivalism Boulevard

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