Vintersorg
Orkan

2012, Napalm Records
Folk Metal

Recensione di Davide Panzeri - Pubblicata in data: 19/07/12

Riuscire a definire un album dei Vintersorg è un’impresa titanica degna dei più potenti dei nordici. Vintersorg (alias Andreas Hedlund), col passare degli anni e degli album, è ormai diventato sinonimo di qualità e ricercatezza musicale. Attivi dal 1994 e con sulle spalle qualcosa come sette album, giungono lemmi lemmi all’ottava fatica, il qui presente “Orkan” che tanto prende spunto dall’ormai fatto proprio avantgarde metal e poco lascia al primitivo amore che risponde al nome di folk.

“Orkan” è un album deciso, intrigante e, per certi versi, complicato. Ritmiche incessanti e pesanti di chitarra si oppongono a passaggi di pianoforte e coretti aurei, salvo poi tornare prepotentemente al black metal più puro. Le radici ormai affondano in profondità nell’avantgarde e quindi, di conseguenza, l’album viene modellato attorno alle sue peculiarità e caratteristiche. Il cantato graffiante e selvaggio accompagna le melodie delle otto tracce che compongono il disco e irrobustiscono il sound che l’album ha in serbo per noi ascoltatori. Un viaggio ipnotico e denso, narrato in lingua madre (lo svedese), che purtroppo subisce una brusca frenata verso la conclusione, rendendo il tutto più nebbioso e occluso, rischiando quasi di far cadere le colonne su cui poggia “Orkan”.

Distante abbastanza dai capolavori della band, il disco riesce tuttavia a difendersi bene, mostrandosi brioso e studiato, facendo leva su brani lunghi e complessi che però, come un coltello  a doppia lama, rischiano di farsi da soli del male. Un disco che non è per tutti (ma del resto, quale album dei Vintersorg può definirsi tale?) e che va ascoltato più volte per poterne apprendere l’elevato valore implicito.




01. Istid
02. Ur stjärnstoft är vi komna
03. Polarnatten
04. Myren
05. Orkan
06. Havets nåd
07. Norrskenssyner
08. Urvädersfången

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