Ufomammut
ORO: Opus Primum

2012, Neurot Recordings
Doom

Recensione di Eleonora Muzzi - Pubblicata in data: 30/05/12

Cupa, lugubre, funerea, allucinante e allucinata. Sono questi i primi aggettivi che vengono in mente quando ci si approccia alla musica degli Ufomammut, formazione tutta italiana dedita ad un doom metal fortemente mescolato allo stoner rock e dalle caratteristiche influenze psichedeliche tipiche di entrambi i generi. Forti sperimentatori, i tre piemontesi tornano dopo il successo di “Eve” con “ORO: Opus Primum”, una lunga composizione divisa in cinque atti che costituisce la prima parte di un'opera più grande costituita in totale da dieci movimenti. Si tratta di un ascolto sicuramente non facile. E sicuramente non adatto a tutti. Ci vuole concentrazione, e bisogna essere in grado di mantenerla fino alla fine in modo da non perdersi una sola variazione, una sola nota, un solo cambio di ritmo, altrimenti si rischia di sottovalutare la potenza sonora di “ORO” e di etichettarlo erroneamente come un album noioso.

Niente di tutto ciò. Se ad un ascolto distratto e disimpegnato il disco può sortire un effetto soporifero (soprattutto su coloro che si sono abituati, con gli anni, ad ascoltare heavy metal classico, magari sconfinando di tanto in tanto nell'avantgarde ma senza immergersi appieno nel genere), una volta entrati nell'ottica di questo genere si scopre una vera perla. Chiudendo gli occhi durante l'ascolto è come spegnere le luci al cinema: inizia il film. Un film di fantascienza, un viaggio allucinato in un mondo post apocalittico dove tutto è dilatato, dove il tempo e lo spazio non sono visti come li intendiamo noi, un mondo in cui la stessa luce è cambiata, non è più portatrice di speranza, di chiarezza, ma in realtà confonde, accieca, disorienta. Quando si arriva alla fine è come risvegliarsi da un trip da LSD senza aver assunto alcuna sostanza stupefacente. Si aprono gli occhi e tutto gira, la fredda atmosfera ci circonda ancora, ci fa rabbrividire, ed è difficile scrollarsi di dosso quella sensazione non sempre piacevole di accerchiamento che le note di “Opus Primum” generano, come un buon thriller psicologico.

In sostanza, gli amanti del doom e dello stoner, ma anche della musica psichedelica, avranno pane per i propri denti. “ORO: Opus Primum” è una perla del genere, un'uscita assolutamente imperdibile per i fan. Una sola raccomandazione: chi non è abituato a questo genere farebbe meglio quanto meno a prepararsi ascoltando gli album precedenti degli Ufomammut, in modo da capire il percorso della band fino a questo punto. Passare dagli Iron Maiden a questo non sarebbe una saggia decisione!





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