Von Hertzen Brothers
War Is Over

2017, Mascot
Progressive Rock

La consacrazione di una delle più fulgide realtà del progressive nordeuropeo, già meritevole dei palchi internazionali. I fratelli Von Hertzen confermano il loro ruolo di esperti visionari. 
Recensione di Valerio Cesarini - Pubblicata in data: 03/11/17

La situazione della musica nell'era moderna è quantomeno peculiare: morte delle vendite, trionfo del business e teorie del complotto varie a parte, basta leggere le parole dei "senatori" per comprendere che, effettivamente, la dicotomia fra chi lucidamente lamenta l'infertilità dei tempi moderni e chi, ipocrita, cavalca onde fittizie, non dipinge una situazione rosea. Nonostante l'assoluta globalizzazione e la potenza del web, dunque, risulta paradossalmente quasi più complicato per realtà prive della fortuna di essere nate nel posto giusto al momento giusto riuscire a ritagliarsi lo spazio che meriterebbero.


E' questo il caso di moltissime band di respiro internazionale ma nascita non anglofona, la cui ascesa al mercato globale risulta sempre troppo subordinata al proprio Paese d'origine. Così, dopo decenni al primo posto delle chart finlandesi, i Von Hertzen Brothers si affacciano alle meritatissime luci della ribalta europea e mondiale (cominciando dall'Inghilterra): “War Is Over” è l'ennesima conferma di una realtà con le carte piu' che in regola, la favola di tre fratelli predestinati, convincenti ed esperti nella scena del prog più legato alle radici rock. Un lavoro assolutamente - mi si perdoni la ripetizione - internazionale, perfettamente incastonato in un mercato troppo moderno per il progressive più intricato e dunque pronto ad accoglierne le incarnazioni più rock-oriented.
“War Is Over” contiene dieci brani di art rock sincero, senza tempo e soprattutto senza scivoloni. La parola d'ordine quando si parla dei Von Hertzen risulta allora essere l'equilibrio: equilibrio fra la perizia strumentale dei musicisti, professonisti perfettamente coerenti e coscienti nella costruzione dei brani; equilibrio fra la scorrevolezza di un ambiente rock e l'eleganza di elementi raffinati immersi fra i synthpad e le linee vocali perfette. Equilibrio anche e soprattutto fra una certa costanza compositiva e tematica, che rende il disco solido e coerente, e una salutare varietà dal vasto arsenale dei fratelli finnici. Intenti chiarissimi già dal principio: la title track è la prima del disco, già la grande suite, subito catapultati nell'incalzante prog finlandese. Chitarre e synth aggressivi la fanno da padrone, stacchi più ambientali l'ennesima dichiarazione artistica dei Von Hertzen.


Un album invero prepotentemente fondato sul riff, sull'inizio in medias res, sul ritornello-non-ritornello, sul bilanciamento fra elementi esoterici e l'aggressività delle chitarre distorte. Taglienti le prime tracce "To The End Of The World" e "The Arsonist", piu' spazio alla vena profumata in "Jerusalem" in cui fanno capolino cenni etnici (come in ogni disco prog che si rispetti?). Nel carattere generale, ben definito, di “War Is Over”, trovano spazio diverse, piacevoli virate, come la ritmata "Long Lost Sailor"; in generale, è semplice identificare i leitmotiv dei Von Hertzen così come è semplice immergervisi senza pericolo di perdersi, accolti da un ambiente sufficientemente colorato, ma di colori che sanno di casa.
Menzione speciale per le linee vocali del frontman Mikko, composte, eseguite e prodotte alla perfezione: ogni frase è pensata e pesata, ogni refrain, ogni crescendo, ogni pianissimo è perfettamente incastonato come favola nel reame della musica.


In generale un disco di alto livello sotto tutti i punti di vista che contano; la composizione, classica, non rivoluzionaria perchè non necessario, è fresca e tagliente; la produzione è coerente, calzante (menzione d'onore per i cori). La morale di “War Is Over”, e in generale dell'esperienza dei Von Hertzen Brothers, è che magari vale davvero la pena di costruire strade piu' agevoli per chi deve partire da lontano per arrivare alla ribalta. Consigliatissimo.





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