Paradise Lost
Tragic Illusion 25 (The Rarities)

2013, Century Media
Gothic

Recensione di Luca Ciuti - Pubblicata in data: 18/11/13

Sono stati annoverati fra i capostipiti di un genere. Ne hanno definito i contorni sin dai primi anni ‘90, seguendo una progressione stilistica che li ha portati nell’arco di un ventennio fra l’estremo e il mainstream. Pur non avendo totalmente raggiunto il grande pubblico, si sono guadagnati il rispetto di pubblico e addetti ai lavori. Il tentativo di riassumere in poche righe la carriera dei Paradise Lost potrebbe sembrare azzardato almeno quanto la tentazione di autocelebrarsi dopo una carriera così lunga. I festeggiamenti erano iniziati nel 2009 con l’uscita di “Drown In Darkness”, continuando poi nel 2011 per la riedizione del loro capolavoro “Draconian Times”. La ritrovata ispirazione non ha intaccato la voglia di recuperare la propria storia, ed ecco il turno della consueta raccolta di b-side che, almeno sulla carta, potrebbe regalare qualche motivo di interesse in più anche ai fans della prima ora.
 
Tragic Illusion 25 (The Rarities)” non è la solita collezione di tracce estrapolate da archivi polverosi; piuttosto è un mix atipico di brani degli ultimissimi lavori arricchito di alcune chicche degne di nota, ad esempio l’inedito “Loneliness Remains” che apre il disco e che segue a ruota l’ispirazione degli ultimi lavori.  Interessanti le due tracce di “Faith Divides Us…” rieditate per l’occasione in chiave orchestrale, al pari delle due cover presenti sul disco.  “Missing” , la celeberrima hit degli Everyhting But The Girl, non ha bisogno di presentazioni, mentre “Never Take Me Alive” è una chicca di synth pop britannico che calza a pennello per la voce di Holmes e che conferma la grande influenza sulla band dell’elettropop anni ‘80. Si colloca in coda al disco invece il confronto col passato remoto dei cinque inglesi. “Gothic” suona spogliata di quella carica oscura che l’aveva caratterizzata nel lontano ’91, mentre “Our Saviour”, tratto dal lontanissimo esordio “Lost Paradise” (1989!), si caratterizza oggi come allora per essere un brano di autentico death metal “old school”.
 
Come detto, le premesse non erano delle migliori; se l’obbiettivo era quello di raccogliere alcuni passaggi interessanti fra i solchi della discografia, allora “Tragic Illusion 25” centra il bersaglio in pieno. Per il resto, onore e rispetto più che mai a un nome storico del metal moderno che ha raccolto, forse anche per suo demerito, meno di quanto gli spettasse.




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