The Breeders
Last Splash

1993, 4AD
Alternative Rock/Indie

Recensione di Francesco De Sandre - Pubblicata in data: 11/04/16

Non è solo grazie a poche hit che i concetti e le emozioni dei primi ’90 sopravvivono e si evolvono fino ai giorni nostri. Essi sono raminghi famelici che si nutrono di tutto ciò che viene scartato dalla società, dalle società, per farsi notare in rari e brevi attimi di luce, su piedistalli storti, anticonvenzionali. E così, due asolescenze dopo, Last Splash riemerge con la consapevolezza di un bambino, con la sfacciataggine di un adulto che bambino si vuole sentire ancora. Bastano due accordi su cui insistere pesantemente, su cui costruire castelli, case, palafitte di sensazioni morbide ma provocatorie abbastanza per resistere alle intemperie e alle accuse esterne. Accuse, colpi, hit. Ecco che Cannonball non è che apripista di un viaggio che mette in luce l’ottimismo di un’era disfattista. È l’ottimismo degli ignari e degli immaturi, quelli che proprio grazie ad esso si salvano dalla complessità di un mondo che colpisce non per caso, ma perché lo vuole.


Spitting in a wishing well
Blown to hell
Crash
I'm the last splash

I'll be your whatever you want

 

Last Splash è il rifugio dalla quotidianità, il balzo nel rifugio inattaccabile, la resa di fronte al vivere come ci viene imposto. E’ considerato una pietra miliare della generazione ’90, un riferimento così come la sua delicata stazza, la sua incombente provocazione, la sua lenta e progressiva disfacente dimensione, come la sua ideatrice e produttrice, che con esso capì quanto il progetto Breeders fosse più di un ripiego nei confronti dei Pixies che furono, o che sarebbero diventati. Kim Deal ha sempre avuto la testa di una guru, forse troppo saggia per solo pensare di pianificare un’ascesa, totalmente abbandonata alle sensazioni convertite in distorsioni. Ed è dalle stesse distorsioni, aggraziate ed orecchiabili come solo la sensibilità femminile riesce a renderle, che nascono i pensieri più fugaci. Accompagnano i sogni nel profondo, tendono corde al risveglio, feriscono e mordono assopendo le rivoluzioni. Le credono inutili, le fanno affogare.  





01. New Year
02. Cannonball
03. Invisible Man
04. No Aloha
05. Roi
06. Do You Love Me Now?
07. Flipside
08. I Just Wanna Get Along
09. Mad Lucas
10. Divine Hammer
11. S.O.S.
12. Hag
13. Saints
14. Drivin' on 9
15. Roi (Reprise)

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