The Unity
The Unity

2017, SPV
Power Metal

I The Unity pubblicano un esordio in cui il buon livello tecnico è ben bilanciato dalla capacità di creare brani coinvolgenti, che non risultano quasi mai noiosi.
Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 29/04/17

A volte può accadere che due membri di una band ormai affermata a livello mondiale si intendano a meraviglia, non solo a livello musicale, ma anche personale e decidano di buttarsi insieme in una nuova avventura. È successo proprio questo a Michael Ehrè e Henjo Richter, batterista e chitarrista dei Gamma Ray, i quali, trovandosi sulla stessa lunghezza d'onda sotto diversi aspetti, hanno deciso di fondare insieme un nuovo progetto in cui incanalare tutte le proprie influenze e attitudini musicali. I due si sono affidati al cantante italiano Gianba Manenti e a buona parte dei musicisti della seconda band di Ehrè, i Love.Might.Kill, formando in questo modo i The Unity.

 

La band ha lavorato per diciotto lunghi mesi all'album di debutto, dando così vita a dodici tracce colme di diversi elementi con lo scopo di non annoiare neanche per un secondo l'ascoltatore. L'obiettivo si può dire raggiunto, anche considerando la modalità di scrittura dei brani. Come illustrato dallo stesso Manenti nella nostra intervista, ogni membro della band ha partecipato attivamente al processo di songwriting, inserendo quindi le proprie influenze e peculiarità. È sicuramente questo il punto forte di "The Unity": l'album risulta estremamente vario e passa da sfuriate power metal a dirompenti riff hard rock, senza tralasciare momenti più intimi e melodici in cui prevalgono le influenze AOR. A sottolineare il concetto è anche l'ottima prova dello stesso Manenti. Il cantante, pur avendo una voce molto alta e caratteristica per il genere proposto, riesce a distinguersi approcciando in modo diverso ogni brano e variando continuamente il proprio modo di cantare, cogliendo quindi le diverse sfumature del sound prodotto dalla band. Chiaro esempio di ciò può essere "Firesign", in cui troviamo atmosfere cupe e un cantato più cattivo nelle strofe, per poi aprirsi nel ritornello. Altri brani dalla spiccata componente metal sono il primo singolo "Rise And Fall", prototipo del brano power di impatto e la folle e veloce "Close To Crazy", che riversa tutta la sua potenza dopo un intro di carillon. Sono invece caratterizzate da un tipico sound hard rock "Killer Instinct", costruita su un riuscitissimo riff, "Reedemer" e "No More Lies". Tra i pezzi più melodici si distinguono invece "Always Just You", valorizzata da un ottimo assolo e "Never Forget", che chiude l'album alla perfezione.

 

Con questo lavoro i The Unity fanno centro al primo tentativo. La qualità dei singoli musicisti viene messa in risalto in tutti i brani, senza che nessuno venga messo in ombra. Il disco risulta molto band-oriented e il buon livello tecnico è ben bilanciato dalla capacità di creare brani coinvolgenti, che non risultano quasi mai noiosi. Oltre ad avere musicisti ben preparati, il segreto dell'album è l'affiatamento di una band che in futuro potrà togliersi diverse soddisfazioni, piuttosto che essere relegata al piccolo ruolo di side project dei Gamma Ray.





01. Rise and Fall
02. No More Lies
03. God of Temptation
04. Firesign
05. Always Just You
06. Close to Crazy
07. The Wishing Well
08. Edens Fall
09. Redeemer
10. Super Distortion
11. Killer Instinct
12. Never Forget

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