The Rolling Stones
Blue & Lonesome

2016, Polydor Records
Rock/Blues Rock

I Rolling Stones tornano alla casa del blues.
Recensione di Sara Picardi - Pubblicata in data: 12/12/16

Per la band capitanata da un ormai settantatreenne Mick Jagger, le cover hanno avuto un ruolo di rilievo ai tempi dell'esordio, dato che il primo disco, intitolato semplicemente "Rolling Stones", conteneva solo una canzone accreditata al binomio Jagger/Richards, due brani scritti in gruppo e per il resto, classici blues riarrangiati in maniera convulsa. Dopo tutti questi anni e tanti dischi, dunque, la scelta di pubblicare un disco di sole cover come "Blue & Lonesome" non stupisce.

 

"Blue & Lonesome" può essere interpretato come un ritorno alle origini e una dichiarazione di amore nei confronti del blues, che fu il pretesto di incontro, musicale ed umano, tra i due Stones più amati, il frontman Mick Jagger ed il chitarrista Keith Richards. Proprio Richards, nel documentario "Under the Influence" ha dichiarato di aver notato Jagger mentre era in treno, durante un viaggio verso la scuola d'arte che frequentava. Secondo i racconti di Richards, il cantante portava sottobraccio alcuni LP di Muddy Waters e Chuck Berry: "Credevo di essere l'unica persona nel sud est dell'Inghilterra a sapere dell'esistenza di questa roba". E così, prima di scendere dal treno, le due future rock star si accordano per formare una band, grazie a quei dischi che rappresentavano il punto di incontro delle loro passioni: "All'inizio, l'unico obiettivo degli Stones era di avvicinare altre persone a questa musica" prosegue Richards.

 

Sono passati ben cinquantadue anni dal loro esordio, ma a quanto pare la missione che si era prefissata la band, è considerata ancora prioritaria. Il singolo "Ride'em on down", la cui versione originale è di Eddy Taylor, vede come protagonista del videoclip promozionale Kristen Stewart che si scatena a bordo di un auto; l'intento del video sembrerebbe proprio quello di far conoscere alle nuove generazioni, che possono immedesimarsi nella giovane attrice californiana, i suoni caratteristici del Mississippi.

 

Questa volta l'omaggio che gli Stones rendono ai propri idoli suona meno frenetico rispetto agli anni giovanili. Le canzoni, seppure interpretate in maniera personale, esprimono meno urgenza rispetto al passato, non perché il gruppo sia sottotono o meno grintoso, ma piuttosto perché la band si muove in un territorio che gli è ormai completamente familiare, con la destrezza di chi è di casa, con la confidenza di chi ha percorso una certa direzione talmente tante volte da poterla percorrere ad occhi chiusi, dimostrando che anche negli anni in cui il loro sound verteva verso sonorità più commerciali ed indiscutibilmente pop, i Rolling Stones non hanno dimenticato ciò da cui provenivano originariamente.

 

La band, che continua a stupire per la sua freschezza inesauribile nonostante passino gli anni, non si limita all'atteggiamento di un vecchio innamorato nostalgico, a cui torna alla memoria una fiamma giovanile, ma fa di più, passa attraverso il ricordo della cotta dei vecchi tempi per riappropriarsi della propria giovinezza ed immettere nuova linfa nel presente.





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