The Police
Zenyatta Mondatta

1980, A&M
Rock

Recensione di Giulio Beneventi - Pubblicata in data: 06/01/15

Esigenze contrattuali con la A&M impongono a degli indaffarati Police in giro per il mondo di tirar fuori in qualche modo un terzo album. E alla svelta. Il boom dei precedenti "Outlandous D'Amour" e "Reggatta De Blanc" conquistato in appena due anni non deve svanire. Anzi, bisogna puntare più in alto: le grandi masse devono conoscere l'innovativa formula reggae ‘n roll. Il vertice delle classifiche aspetta. Urge un tocco commerciale.


Questa la fredda genesi di "Zenyatta Mondatta", nei giorni balordi del trapasso dagli anni ‘70 agli scintillanti ‘80, maledetta epoca in cui la linea di vendita andava a coincidere obbligatoriamente con quella della qualità. Eccola, allora, la tanto criticata commercialità introdotta dolosamente dal guitar-synthesizer dell'opener "Don't Stand So Close To Me", rievocazione nabokoviana del giovane professor Sumner, e incarnata pienamente nella (apparentemente) sempliciotta "De Do Do Do De Da Da Da" in apertura del side two. Ad onor del vero, la cura pop non risulta così invasiva e non sconvolge più di tanto il contenuto del disco che resta sempre ancorato al funky di casa, ai testi tipicamente simmetrici alle note e all'ormai sbandierato amore per il flanger, come ben testimonia il perfetto tris di partenza "Driven To Tears", "When The World Is Running Down You Make The Best Of What's Still Around" e la piacevolmente frivola "Canary In A Coalmine". Certo, tra bisturi e mille arrangiamenti, il portamento punk delle origini è smussato con forti limate per infilarlo agevolmente in una veste FM, ma Sting e soci non permettono che la vecchia e robusta personalità venga ritoccata, mettendo al sicuro l'elemento reggae all'interno di un amalgama omogeneo che mostra il fianco soltanto nelle battute finali. La causa della dispersione di compattezza nella seconda facciata, focalizzata in specie tra lo ska di "Man In A Suitcase" e la conclusiva "The Other Way Of Stopping", è probabilmente la divergenza delle penne compositrici, specchio della nascente guerra civile tra i membri e delle crescenti dispute: Sting compone, Stewart Copeland sbruffa. Andy Summers compone, Sting sbruffa. Sting si rifiuta di suonare sulla strumentale "Behind My Camel", Andy Summers non sbruffa: suona pacato anche il basso e si becca un Grammy Award. Sting sbruffa ancor di più e seppellisce il master registrato in giardino.


Eccole, le notti insonni del trio nel pieno della dittatura Sting, in cui si impone con forza la leadership del cantante-bassista, che cerca di annegare nel sangue le ribelli e valide canzoni degli altri due ("Bombs Away", una delle uniche due di Copeland, è tra i migliori episodi del disco). Entro tre anni tutto sarebbe precipitato. Ma ciò non impedisce di procedere fino al tracollo con album campioni di incassi, inspiegabilmente coesi anche dal punto di vista strumentale e di produzione.


Da questa operazione da top ten i Police se ne escono con recensioni distruttive e note di delusione, ma anche con l'agognato successo mondiale: la striscia da superstar del complesso si apre proprio con "Zenyatta Mondatta" che conferisce in modo "vergognoso" lo scettro di band da rilievo globale, con un delitto degno della futura "Jump" dei Van Halen. Colpevole di flagrante reato da mainstream (caratteristica ai tempi ancora poco conosciuta in ambito rock, se non per le prime schitarrate dance dei Kiss), l'album ottenne "soltanto le vendite" e mai quell'encomio popolare che in fondo meritava; anzi, in più occasioni si procurò l'ingiustificato disprezzo a priori dell'ascolto, come in altri infelici casi (chi ha detto "Hot Space"?). Eppure quelle 11 composizioni innovative gridano ancora oggi ad un'importanza storica mai riconosciuta: punk, reggae e pop per la prima volta sullo stesso disco, sotto lo stesso comune denominatore. Lo Zen della musica rock.





Side One
01. Don't Stand So Close to Me
02. Driven to Tears
03. When the World Is Running Down, You Make the Best of What's Still Around
04. Canary in a Coalmine
05. Voices Inside My Head
06. Bombs Away

Side two
07. De Do Do D-o, De Da Da Da
08. Behind My Camel
09. Man in a Suitcase
10. Shadows in the Rain
11. The Other Way of Stopping

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