Overkill
The Grinding Wheel

2017, Nuclear Blast
Thrash Metal

"The Grinding Wheel" segna il ritorno sulle scene di una della band più fedeli al thrash metal oltranzista e "in your face".
Recensione di Federico Falcone - Pubblicata in data: 14/02/17

"The Grinding Wheel" (qui la nostra recente intervista con Blitz Ellsworth), diciottesimo album in studio dei newyorkesi Overkill, è l'ennesima conferma che, anche se appena iniziato, questo 2017 sarà ricco di soddisfazioni per il thrash metal. Dopo i come-back eccellenti di Kreator e Annihilator a cui, inoltre, si deve aggiungere quello dei Testament avvenuto alla fine dello scorso anno, ecco il ritorno sulle scene di una della band più fedeli al thrash metal oltranzista e "in your face".

 

Amati da sempre perché fedelissimi al loro sound senza mai aver ceduto a compromessi e mode del momento, il combo statunitense, fondato dal bassista D.D. Verni e capitanato da Bobby "Blitz" Ellsworth dietro il microfono, ha fatto della coerenza il proprio trademark. Non stupisce, dunque, che questo nuovo full-lenght non si discosti granché dal sound che abbiamo imparato a conoscere fin dal 1985, anno di pubblicazione di "Feel The Fire", primo album in studio. Nelle dieci tracce presenti su disco c'è tutta l'essenza degli Overkill: aggressività, potenza e quella sana attitudine punk - hc che li accompagna da quasi 40 anni. L'opener "Mean Green Killing Machine", brano dalla durata di sette minuti e mezzo, il cui ritmo accelera rapidamente fino a trasformarsi in un vortice adrenalinico di aggressività, è il classico pezzo studiato appositamente per aprire le scalette dei concerti. "Goddamn Trouble", traccia per la quale la band ha pubblicato anche un video, si candida a essere tra le hit dell'album. La produzione moderna di Andy Sneap si coniuga alla perfezione con il l'approccio old school della band, riuscendo, così, a dare alle songs un valore aggiunto in termini di potenza e incisività. "The Grinding Wheel" scorre via rapidamente, con "Shine On" e "Let's All Go To Hades" a rappresentare i picchi più alti della tracklist. Songs che, ne siamo certi, non mancheranno nelle scalette del nuovo tour e che i fans canteranno a squarciagola sotto il palco mentre staranno pogando selvaggiamente.

 

Chiude l'album l'omonima "The Grinding Wheel" che sentenzia il ritorno degli Overkill come uno dei più graditi, e attesi, all'interno della scena thrash metal che, come in molti tengono a precisare, non può prescindere da uno degli ultimi baluardi della coerenza.





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