Sweet & Lynch
Unified

2017, Frontiers Music
Hard Rock/Heavy Metal

Recensione di Marilena Ferranti - Pubblicata in data: 10/11/17

Metti la voce di Michael Sweet, (cantante, chitarrista, pianista, produttore discografico) uno dei cantanti più riconoscibili del mondo hard rock, voce degli Stryper e Boston e George Lynch, uno dei maghi della sei corde più apprezzati degli anni '80 e membro dei Dokken e fondatore dei Lynch Mob, formazione che riscuote successo ormai da tempo a livello internazionale.
 

A inizio 2015, i Sweet & Lynch insieme al bassista James Lomenzo (ex-Megadeth, White Lion, Black Label Society) e al domatore di pelli Brian Tichy (The Dead Daisies, ex-Whitesnake) ci avevano deliziato col loro debutto "Only To Rise", riscuotendo una pioggia di critiche positive ed entrando di diritto nella Top 200 Billboard USA raggiungendo la posizione #6 nei Top Hard Rock Album. Come non aspettarsi un secondo capitolo? Oggi è la volta di "Unified", prodotto dallo stesso Sweet e caldamente consigliato per tutti i fan di band come Stryper, Dokken, Revolution Saints. L'album inizia con un acuto di Sweet che aprirebbe in due una latta di pelati, e un tiro davvero notevole accompagnato da una sezione ritmica indiavolata. Lo stile di "Promised Land" è aggressivo ma elegante, molto orecchiabile per quanto meno melodico. "Walk" ha un'anima più Aerosmithiana, davvero ammirevole la quantità di parole che Sweet riesce a cantare per ogni strofa senza il minimo cedimento, bellissimo il ritornello, inaspettato con questi cori alla Queen, carichi di epicità e trasporto. "Afterlife" si apre invece come un pezzo dei Metallica e spiazza un po' per la brusca virata di stile che diventa molto più cupo e aggressivo. Davvero intrigante il lavoro di Lynch alla chitarra che riesce a creare l'atmosfera perfetta per tutto il pezzo. "Make Your Mark" riparte ad una velocità insostenibile, come una rincorsa verso l'esplosione della voce di Sweet che diventa di colpo sexy e senza freni. Il crescendo di questo brano è davvero notevole, puro classic rock con moltissimo gusto e una cura ammirevole dei dettagli soprattutto nelle dinamiche. "Tried & True" è quindi esattamente quello che ci voleva per spezzare il ritmo, con un intro blues da pelle d'oca. Il brano è un mid tempo sensuale e dal ritornello super intenso arricchito dai cori, uno di quei pezzi che vien voglia di riascoltare subito almeno due o tre volte. Ed eccoci alla title track, "Unified", apparentemente il pezzo più "spoglio" e diretto del disco, la voce di Sweet che la fa da padrone e la batteria di Tichy che accompagna elegantemente la strofa fino all'esplosione nel ritornello in puro stile hard rock. "Find Your Way" ha un sapore sperimentale, con elementi orientaleggianti e suoni distorti accompagnati da un bellissimo groove. Peccato per il ritornello, che sembra meno curato rispetto agli altri, o forse solo più prevedibile. "Heart Of Fire" è una track che abbassa il livello della seconda metà del disco, per ora meno entusiasmante della prima. Niente di speciale, se non la indiscutibile perfezione dei suoni e dei cori. Decisamente di altra caratura "Bridge of Broken Lies" che porta una ventata di sensualità e trasporto con un riff trascinante.

 

Chiudono l'album "Better Man" e "Live to Die", due brani che non aggiungono e non tolgono nulla alla tracklist, fondamentalmente un bel mix di hard rock e maestria assoluta di musicisti leggendari, e dotati, che si divertono ancora a creare del sano hard rock. Consigliato per chi ama l'eleganza.





01. Promised Land

02. Walk

03. Afterlife

04. Make Your Mark

05. Tried & True

06. Unified

07. Find Your Way

08. Heart Of Fire

09. Bridge Of Broken Lies

10. Better Man

11. Live To Die

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