Sunn O))) & Ulver
Terrestrials

2014, Southern Lord
Ambient

Recensione di Stefano Risso - Pubblicata in data: 19/02/14

Tra le cose mancanti nella carriera dei protagonisti di questo lavoro c’era sicuramente una collaborazione reciproca. Poche altre formazioni infatti riuscirebbero a creare curiosità e importanti aspettative sul risultato come i Sunn O))) e gli Ulver, quasi chiusi in un silenzioso oblio i primi, in un periodo di fervore artistico/concertistico i secondi. Frutto di alcune improvvisazioni live nel corso di una notte a Oslo, nell’agosto del 2008, “Terrestrials”, finalmente vede la luce nel 2014.

Spesso al troppo sperare ci si scontra con una deludente realtà. Fortunatamente non è il caso di “Terrestrials”, ma dobbiamo subito mettere in chiaro che la combo potenzialmente esplosiva di due realtà musicali così particolari avrebbe potuto dare risultati migliori, o meglio inaspettati. Questo lavoro infatti può essere assimilato a una sorta di compendio, un inserto, delle due ultime fatiche discografiche, “Monoliths & Dimensions” per gli americani (ad oggi l’ultimo full-length del duo, anno 2009) e “Messe I​.​X​-​VI​.​X” per i norvegesi. Una semplice (tra virgolette a iosa) commistione di stili, non la creazione di qualcosa di nuovo e nemmeno lo sviluppo di un sound sorprendente.

Il drone/doom di Stephen O'Malley e Greg Anderson, imbevuto di una componente jazz sinistra, con il solito intervento “orchestrale” inaugurato con l’uscita del 2009, unito alla vena sempre più eterea e immateriale degli ultimi Ulver, fautori di musica a cavallo tra avanguardie ambient, musica da camera e classica. Ovvio, entrambi gli stili sono stati forgiati per una compenetrazione totale, e a farne le spese è stato il lato più disperato e violento delle vibrazioni drone degli americani, ma se volessimo proprio trovare un pelo nell’uovo, questo “Terrestrials” è in fin dei conti quello che ci si poteva aspettare sulla carta, una “prevedibilità” che entrambe le formazioni hanno da sempre scansato con continui cambi di rotta e variazioni sul tema.

Elucubrazioni a parte, “Terrestrials” è l’ennesima dimostrazione che per viaggiare non serve assumere sostanze psicotrope o ingenti quantità di alcol, basta sedersi comodi e lasciarsi trasportare, rapire da qualcosa che appare così poco definito e materiale a livello uditivo, ma che acquisisce vigore nel campo da gioco preferito di entrambe le band, le profondità dell’animo umano. Brani senza forma, senza metrica, che nascono, si sviluppano e finiscono apparentemente senza farsi notare, ma che nascondono l’enorme talento dei nomi in gioco. Perchè seppur privo di novità sostanziali, “Terrestrials” è distillato di talento puro, frutto di una lavorazione istintiva e rapida, e per questo ancora più sbalorditivo.

Come sempre astenersi perditempo, nonostante il crescente seguito di Sunn O))) e Ulver, “Terrestrials” è rivolto unicamente ai fedelissimi, i nostri non fanno e non faranno mai un passo per venirvi incontro… Benchè ormai abituati, una nuova mezz’ora di musica che ha molto da offrire, che annichilisce sempre per la brutale sincerità e potenza del messaggio, per la capacità di saper ordire trame oniriche complesse con espedienti semplicissimi e impalpabili. Emozione allo stato puro.



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