Sonata Arctica
Ecliptica Revisited

2014, Nuclear Blast
Power Metal

Recensione di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 21/10/14

Sono già passati quindici anni, ma è uno di quei momenti che non si scorda mai. Comperai "Ecliptica" il giorno del suo rilascio in un negozietto di provincia, 22 novembre 1999, a quel tempo i megastore virtuali non si erano ancora sviluppati in larga scala e lo pagai all'incirca 25 mila lire. All'acquisto seguì il primo concerto dal vivo il 28 aprile 2000 di supporto a Rhapsody e Stratovarius e anche quella data è ben impressa nella mia mente: il mattino ottenni la patente e il tardo pomeriggio guidai per la prima volta in direzione Milano, Palalido, per godermi un evento indimenticabile insieme agli amici di sempre. Verdetto: Sonata Arctica sorprendenti, Rhapsody deludenti, Stratovarius perfetti (che bolgia su Father Time).

 

Era l'anno dell'esplosione definitiva del power metal, miccia accesa dagli Helloween di Keeper Of The Seventh Keys, che di li a poco avrebbe riempito coi suoi attori i palazzetti di mezzo mondo per poi riciclarsi all'infinito facendo perdere interesse agli stessi amanti del genere. Oggi non ci resta che riascoltare i classici rassegnandoci al fatto che tale livello non verrà mai eguagliato.

 

Un classico del power metal è sicuramente "Ecliptica", l'esordio che ha restituito fortuna e gloria alla band di Tony Kakko, uno di migliori interpreti che il genere abbia mai elencato nella lunga lista. A tre lustri di distanza dal disco firmato Spinefarm Records, i Sonata Arctica riaprono il cassettino dei ricordi e per celebrarne l'anniversario tornano in studio e registrano una nuova versione su suggerimento dell'etichetta giapponese, uno dei loro mercati di riferimento. La band tiene a precisare che non si tratta di un semplice remix, ma nemmeno di un tentativo di riscrivere la storia: Ecliptica Revisited è la proiezione di quelli che sono oggi i Sonata Arctica quando dal vivo suonano una "Full Moon" o una "Replica", band più matura che oggi ha in seno soltanto due dei membri che parteciparono alle registrazioni dell'album di quindici anni fa. Avranno fatto bene?
La qualità delle composizioni presenti non si discute, tutte di altissimo livello, piuttosto, la nuova produzione lascia un po' a desiderare discostandosi di gran lunga da quella originale, oggi è infatti più pulita, più curata e più corposa, ma "la vecchia" aveva quel qualcosa di magico qui andato irrimediabilmente perduto. I brani non si discutono, otto su dieci si avvicinano di molto alla definizione di capolavoro e anche se Tony non riesce più a raggiungere con facilità le note alte (su "Blank File", per esempio, lo sforzo è eccessivo) si è affidato alla sua grande esperienza ri-arrangiando e in alcuni casi trovando nuove, piacevoli soluzioni vocali adattandole alle sue capacità odierne. Il timbro, unico, beh... quello non si cambia.

 

La domanda nasce spontanea: se già abbiamo la versione originale, vale la pena acquistare la nuova? Se siete collezionisti si. Se non lo siete ha molto poco senso, l'operazione nostalgia non è giustificata. Se invece non possedete l'originale allora il discorso cambia: avere una versione aggiornata con una produzione all'avanguardia vi convincerà del fatto che "Ecliptica" è un album da avere lì, sempre e comunque. Perché una "Full Moon" e una "Replica" non si rifiutano mai, né dal vivo né in autoradio.





01. Blank File
02. My Land
03. 8th Commandment
04. Replica
05. Kingdom For A Heart
06. Fullmoon
07. Letter To Dana
08. UnOpened
09. Picturing The Past
10. Destruction Preventer
Bonus:
11. I Can't Dance (Genesis cover)

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