Sodom
Decision Day

2016, SPV/Steamhammer
Thrash Metal

Una bordata di thrash metal teutonico da veri maestri del genere. Si potrebbe definire così "Decision day", il quindicesimo studio album dei sempreverdi Sodom
Recensione di Salvatore Dragone - Pubblicata in data: 18/10/16

Il power trio guidato dal cantante e bassista Tom Angelripper pubblica il nuovo "Decision Day" a tre anni di distanza dal predecessore "Epitome Of Torture", capitolo che per certi versi non aveva troppo convinto né critica ne fan per un tentativo riuscito solo in parte di mettere il gruppo al passo coi tempi.

 
Discorso ben diverso vale invece per l'ultimo arrivato che ha tutte le carte in regola per guadagnarsi un posto di rilievo nella carriera trentennale della band tedesca. La partenza lanciatissima con la rabbiosa "In Retribution", introdotta da una breve tema strumentale come da tradizione per il genere, è il grido di guerra lanciato dai Sodom ancora una volta alle prese con temi bellici (la bandiera russa contrapposta a quella americana in copertina la dice piuttosto lunga sui contenuti dei testi). "Rolling Thunder" è forse la vera chicca del "Decision Day": il riff granitico di Bernemann è semplicemente esaltante quanto la batteria fa il suo ingresso nel campo di battaglia prima di spianare la strada ad un ritornello inaspettatamente improntato alla melodia. Il duo costituito dalla titletrack e dalla seguente "Caligula" palesa l'influenza di band seminali come Slayer e Motorhead senza neanche troppo celarla, dopotutto i riferimenti a questi nomi, come anche a Venom o Tank, sono abbastanza evidenti sin dai loro esordi. I ritmi si mantengono piuttosto elevati fino al giro di boa rappresentato dalla chiaroscura "Strange Lost War" per poi nuovamente virare su bpm martellanti e riff vorticosi già dalla successiva "Born Vaginal Evil". Forse qualche passaggio a vuoto in chiusura stanca l'ascolto di un album ad ogni modo ispirato che segna un ritorno più che convincente di una delle band più rappresentative del thrash metal vecchia scuola.


Il tiro è ancora quello di una volta, un'ottima produzione unita alla tecnica di musicisti ormai navigati fanno il resto per dimostrare come i Sodom siano ancora una grande macchina da guerra a dispetto degli anni. In definitiva niente di nuovo sotto il sole, ma dopotutto è probabilmente questo quanto ci si aspetta da loro.





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