Sixx:A.M.
Vol. 2, Prayers for the Blessed

2016, Eleven Seven Music
Hard Rock

Dopo i dannati arriva il momento delle preghiere per i beati. Il secondo capitolo del doppio album dei Sixx A.M. mette a nudo le due anime del trio losangelino tra cavalcate heavy rock e grandi ballate.
Recensione di Salvatore Dragone - Pubblicata in data: 18/11/16

"Sono sempre stato affascinato dagli album doppi anche se trovo che non andrei oltre metà del secondo disco per paura di avere troppo in una sola volta di un artista o per paura di trovare riempitivi. Per noi non doveva succedere nessuna delle due cose". E' con queste premesse che Nikki Sixx ha introdotto "Vol. 2, Prayers for the Blessed", il secondo capitolo del doppio disco firmato Sixx A.M.

Sei mesi dopo "Prayers For The Damned Vol.1" è il momento di capire se i timori dell'ex Mötley Crüe fossero fondati o meno, soprattutto alla luce della soglia di attenzione media odierna. Il trio losangelino deve averci pensato molto bene prima di lanciarsi in un'opera così ambiziosa. Proprio in questa chiave di lettura va approcciato un disco che spicca per compattezza e qualità del songwriting. Seppur non sposti significativamente gli equilibri a cui ci hanno abituati, i Sixx A.M. puntano al colpaccio con pezzi costruiti per guadagnarsi i pollici alti già al primo ascolto. L'introduzione è affidata a "Barbarians" che, nei suoi cinque minuti di durata, riassume tutte le caratteristiche della band completata dal talentuoso chitarrista DJ Ashba e dal cantante James Michael, qui nelle vesti anche di produttore. Riff granitici e ritornelli gonfi di melodia sono le basi su cui si reggono le fortune di "Prayers for the Blessed" che, per concezione, si presta ad un massiccio uso in sede live come nel caso delle successive "We Will Not Go Quietly" e "Wolf At Your Door". Mettendo per un attimo da parte la ballad "Maybe It's Time", a tratti un po' forzata, la band continua a spingere decisa sull'acceleratore martellando di doppia cassa su "The Devil's Coming" ovvero uno dei migliori episodi in assoluto. Con la strumentale "Catacombs", in cui Dj Ashba sembra evocare Van Halen, si arriva al giro di boa tanto temuto da Nikki Sixx che in realtà riserva ancora belle sorprese.

 

Fatta eccezione per la trascinante "That's Gonna Leave A Scar", nella seconda metà dell'album è il lato più intimo dei Sixx A.M. a conquistare le luci della ribalta con una serie di ballad molto evocative nelle quali è la voce di Michael a fare differenza. In tutto ciò trova posto anche la cover di Harry Nilsson "Without You", nota ai più per la versione di Mariah Carey, che, sebbene sia ineccepibile dal punto di vista esecutivo, non aggiunge poi moltissimo a quanto già tributato negli anni a questa canzone.

 

Che si tratti quindi di buon hard rock o di tracce più lente, Nikki Sixx ha decisamente vinto la scommessa contro sé stesso.





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