Saxon
Unplugged and Strung Up

2013, UDR Music
Heavy Metal

Recensione di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 26/11/13

Nell’infinito sottobosco della musica non originale, fatto di live, raccolte, box, ecc i Saxon non si sono mai nascoti, dando alle stampe una quantità di materiale non secondario. Il dubbio, in termini di valore aggiunto, legato al nuovo “Unplugged And Strung Up” era quindi alquanto lecito anche se la costanza di qualità della band inglese degli ultimi anni lasciava ben sperare. Difatti quanto troverete all’interno di questa nuova release è un qualcosa di decisamente piacevole e sorprendentemente interessante.

Sin dalla scelta del nome della nuova uscita si comprende come l’album sia composto da diverse parti, in certi casi anche antitetiche tra di loro. Il disco, difatti, si compone di brani acustici, di brani rimixati e, soprattutto, di brani presentati in chiave orchestrale che, partendo da quanto fatto all’interno di "Call of Arms" con la titletrack, estendono l’esperienza e ne amplificano i risultati positivi. L’aspetto orchestrale è quello che maggiormente colpisce soprattutto per la capacità di dare valore aggiunto mantenendo, allo stesso tempo, intatto lo spirito originale del brano. E’ cosi che, ad esempio, “Crusader” diviene un brano ricco di pathos ed epicità, mentre “The Eagle Has Landed” gonfia il petto in tutta la sua magnificenza. Molto interessanti e piacevoli sono anche i brani unplugged, soprattutto la splendida versione di “Iron Wheels”, la cui scelta di proporla in versione live la rende delicata e trascinante allo stesso tempo. In mezzo a tanta magnificenza e poetica delicatezza i brani remixati sono quelli che meno entusiasmano. La bellezza di canzoni come, ad esempio, “Stallions Of The Highway” non ha certo bisogno di essere raccontata in questa sede, ma trova difficile collocazione all’interno di un prodotto unico  e particolare, rappresentado l’unica pecca di questo ottimo  “Unplugged and Strung Up”. Un peccato veniale che però non intacca la bontà di quanto presente.

I Saxon ci regalano così un disco fatto col cuore, ricco di pathos, emozione ed epicità: un piccolo gioiello che farà la felicità di tutti i fan della band e della buona musica.





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