RavenEye
Nova

2016, Frontiers Records
Hard Rock

Recensione di Eleonora Muzzi - Pubblicata in data: 24/10/16

I RavenEye dovrebbero usare come marketing una frase del tipo: "La band che riesce a tenere i piedi in due staffe e che stranamente ci riesce." 
Elaboriamo un po' il concetto.


I RavenEye nascono dalla mente del chitarrista britannico Oli Brown, già noto come artista solista in ambito blues. In questa avventura d'ensamble si fa accompagnare dal bassista Aaron Spir e il batterista Adam Breeze. I tre prendono l'ambiente originario blues di Brown, aggiungono un tocco di garage rock che spesso e volentieri sconfina del post-grunge americano. E qui viene il bello, e perchè sosteniamo che tengano i piedi in due staffe: Oli Brown si è preso anche il ruolo di cantante, non solo di eclettico chitarrista, e la sua voce pare, a tratti, quella di Chris Cornell. In pratica, ascoltare i RavenEye è come sentire una fusione assurda dei primi Soundgarden che si mescolano con gli Shinedown, senza però le orchestrazioni.


Come paragone è forse un tantino eccessivo, ma è il meglio che siamo riusciti a trovare.


Ora, abbiamo scomodato dei nomi un po' grossi per descrivere una band che, dopotutto, è ancora agli esordi, questo è il loro primo album in fondo. Reggono il confronto?
Eh, lo reggono, e pure bene!
"Nova" è un album che pur non portando assolutamente nulla di nuovo, è scritto, arrangiato, suonato e prodotto in maniera assolutamente egregia. Ha i suoi momenti melodici, quelli più tirati, un certo spiccato virtuosismo per certi passaggi non proprio semplicissimi che però mantengono l'attenzione bella alta nell'ascoltatore, in pratica è un album che pare scritto da musicisti che lavorano insieme da almeno dieci anni, non solo due.


L'ascolto è caldamente consigliato agli amanti dell'hard rock come a quelli del grunge più stile Soundgarden che Nirvana, non ne rimarrete delusi. Se poi avete velleità blues, questo è proprio il disco che fa per voi. "Nova" segue le regole del genere quasi pedissequamente, ma al contempo riesce ad essere fresco e quasi innovativo. Già il fatto che riesca a mantenere una qualità molto alta per tutto il disco, dal primo all'ultimo brano, lo rende una specie di centro perfetto che tante band darebbero un braccio destro per potersi anche solo avvicinare ad una compattezza di questo tipo. Da tenere assolutamente d'occhio.





01. Wanna Feel You
02. Come With Me
03. Inside
04. Hero
05. Supernova
06. Walls
07. Oh My Love
08. Madeline
09. Hate
10. Out Of The Rain
11. Eternity

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