Rage
The Soundchaser Archives

2014, Nuclear Blast
Power Metal

Una raccolta di incredibili rarità per celebrare i trent'anni della band.
Recensione di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 10/06/14

Arrivare ai trent’anni di carriera è senza dubbio un traguardo invidiabile soprattutto in un mondo musicale che sembra voler a tutti i costi costruire e distruggere al ritmo della marea. In un mondo così altalenante e veloce i Rage hanno sempre rappresentato un' isola felice, fatta di grande musica e fan totalmente devoti. Raggiunto il grande successo a metà degli anni ’90 (in un periodo non certo facile per il movimento heavy metal), la band capitanata dal carismatico Peter “Peavy” Wagner ha vissuto innumerevoli cambiamenti e cambi di line up, trovando solo ultimamente una certa continuità che si è subito tradotta in album di ottima fattura. A partire dal 2003 (con quel capolavoro di “Soundchaser”) i nostri non hanno (quasi) più sbagliato un colpo, alternando dischi di rara potenza a produzioni orchestrali di indubbia qualità.
 
Con ben 21 studio album alle spalle, di certo la tentazione di celebrare i trent’anni della band con un classico “best of” sarebbe stata la più semplice, e forse la più logica: condensare i migliori brani della discografia avrebbe, difatti, permesso di espandere le proprie schiere di fan e, di sicuro, i fedelissimi della band non si sarebbero lamentati, ma come da tradizione i Rage hanno scelto di non percorrere la via più banale.
 
The Soundchaser Archives”, infatti, non si caratterizza per essere il solito “greatest hits” utile a far cassa, ma è un vero e proprio archivio di rarità, inediti, b sides e demo.
All’interno di tutto questo ben di Dio non possiamo, innanzitutto, non citare la stupenda “Anybody Home?”, brano inedito composto durante le lavorazioni di “21”, ma che vede la luce solo oggi. Il brano, come da migliore tradizione, è aggressivo e diretto con un lavoro di Victor Smolsky alla chiatarra impressionante. Passando da vere e proprie rarità come  “Mystery Trip” (bonus track della limited edition europea di “Unity”) e “Down To The Bone” (tratta addiritura dal primo ep degli Avenger), la cosa che maggiormente affascina sono le innumerevoli canzoni in versione demo . Queste versioni, infatti, non solo sono un qualcosa di altrimenti impossibile da ascoltare, ma soprattutto fanno ben capire come evolvono i brani della band dal loro primo concepimento fino alla loro registrazione definitiva. Se l’idea di “The Soundchaser Archives” era quella di fare un bel regalo ai fan, i demo rappresentano forse l’aspetto più esaltante: i Rage ci aprono le porte del loro studio e non si può che restare affascinati da questo mondo.
Molto interessanti sono anche la geniale rivisitazione di “Fugue No. 5” di Bach, ovviamente ad opera di un ispiratissimo Smolsky (del resto la musica classca è nel suo dna.. in senso letterale), ed i due brani scritti per celebrare il 25° anniversario di Nuclear Blast.

Vista la quantità, ma soprattutto, l’interesse del materiale contenuto in “The Soundchaser Archives” la tentazione sarebbe quella di scrivere un trattato su di una band incredibile come i Rage, ma cercando di contenere le parole, non mi resta che fare un plauso a Peavy & C. che regalano ai propri fan un prodotto veramente interessante e ben curato.






Disc 1
1. Anybody Home?
2. Mystery Trip
3. In Union
4. Long Hard Road
5. Full Moon (international version)
6. Nevermore
7. French Bourrée
8. A Perfect Day
9. Enough Is Enough
10. Here Comes the Night
11. Spiritual Awakening
12. Lost in the Void
13. The Missing Link
14. Another Kind of Madness
15. Down to the Bone

Disc 2
1. The Speed of Sound
2. Darkness Turns to Light
3. Death Is Alive
4. Gentle Murders
5. From the Cradle to the Grave
6. Refuge
7. Fugue No. 5
8. Last Goodbye
9. Dirty Wings
10. The Pit and the Pendulum
11. Waterfalls
12. Heads Off
13. Assorted by Satan
14. Shame on You
15. Soundchaser

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