Mike Shinoda
Post Traumatic EP

2018, Warner Music
Hip Hop/Alternative Rock

I don't want to know the end, all I want is a place to start
Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 28/01/18

A soli sei mesi dalla tragica scomparsa di Chester Bennington, è arrivato il momento della prima pubblicazione inedita in casa Linkin Park senza lo storico cantante. Quello che sorprende è il fatto che gli autori del lavoro non siano tutti i suoi compagni, ma il solo Mike Shinoda. Il rapper e polistrumentista può essere annoverato tra le persone che hanno maggiormente sofferto la dipartita di Bennington. Oltre ad aver perso un grande amico, Shinoda é stato privato della sua spalla, colui il quale è sempre stato al suo fianco in quasi 20 anni di onorata carriera. Tutte le sensazioni provate dal musicista in questi mesi di lutto sono confluiti in tre brani che sono stati incorporati nel primo disco solista di Mike Shinoda, intitolato "Post Traumatic EP"

 

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Gli argomenti trattati dai brani sono ben comprensibili fin dal titolo del lavoro. Come affermato dallo stesso Shinoda, il dolore per la perdita lo ha portato, in questo periodo, a riflettere anche su se stesso e tutto questo è stato di ispirazione per la composizione dei pezzi. Si tratta probabilmente delle canzoni più personali scritte dal rapper, che si è messo completamente a nudo affrontando timore, tristezza, dolore, rabbia e rancore. Sono questi i sentimenti di cui è impregnato "Post Traumatic EP" e uno dei meriti delle tracce è quello di riuscire a comunicare perfettamente gli stati d'animo e le emozioni provate durante la scrittura. Risulta difficile giudicare in modo freddo questi brani scritti di getto come se fossero uno sfogo in cui musica e significato di fondo sono indissolubilmente legati.

 

L'opener "Place To Start" risulta il pezzo più malinconico e melodico, nel quale Shinoda esprime un forte senso di insicurezza dopo la perdita di un punto di riferimento. Il brano è poi concluso dalle registrazioni di diversi messaggi lasciati da colleghi e amici a Shinoda. Dai toni più alti e colme di rancore sono invece le due restanti tracce, in cui il rapper rispolvera il taccuino delle rime su delle riuscite basi elettroniche. "Over Again" si divide in una commovente prima strofa nella quale vengono raccontate le sensazioni provate prima del concerto in memoria di Bennington e una seconda parte in cui la rabbia accumulata esplode, e nella quale vengono evidenziati momenti di puro sconforto al pensiero del futuro e dell'ignoto ("You think it'll be a challenge, only my life's work hanging in the fucking balance"). La conclusiva "Watching As I Fall" riprende i concetti della pista precedente, compreso il ritornello melodico. Forse proprio questo è uno dei pochi aspetti negativi del lavoro: Shinoda non è certo un cantante di altissimo livello e, mentre il flow delle strofe riesce a fare breccia, i ritornelli risultano poco incisivi e privi di mordente.

 

Considerando il fatto che sarebbe sbagliato paragonare questa pubblicazione ai precedenti lavori del musicista con i Linkin Park e i Fort Minor, "Post Traumatic EP" risulta una piccola raccolta di brani molto sentiti e complessivamente efficaci. Non sappiamo se il futuro riserverà altre pubblicazioni solite, soprattutto dopo l'annuncio dell'intenzione di continuare con i Linkin Park, ma dopo aver sentito questi brani una cosa è certa: Mike Shinoda non ha ancora perso lo smalto. La speranza è che riesca a trovare in fretta il posto da cui iniziare di nuovo.





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