Pink Cream 69
Headstrong

2017, Frontiers Music
Hard Rock/Heavy Metal

Recensione di Simone Muzzoni - Pubblicata in data: 15/11/17

Ormai 30 anni or sono, i Pink Cream 69 muovevano i primi passi nella città natale di Karlsruhe, sulle orme del successo nazionale ed internazionale dell'hard rock, che vedeva già all'apice della carriera band di culto come gli Scorpions e gli Accept, mentre altri validi gruppi iniziavano ad emergere dall'underground, quali i Bonfire o, in ambito speed-heavy metal, gli Helloween di Amburgo, band che da lì a pochi anni vedrà intrecciare le sue vicende proprio con i nostri Pink Cream, in una rete di influenze che da metà anni '90 arriva fino ai giorni nostri.


I Pinkies (nomignolo affettivo dato dai fan, e sempre più spesso utilizzato invece del non troppo politically correct monicker), nacquero dunque dall'unione delle forze del vocalist Andi Deris e di Dennis Ward, bassista e produttore, coadiuvati da Alfred Koffler alle sei corde e Kosta Zafiriou alle pelli. I primi tre album, registrati tra l'89 e il '93, furono dei lavori discreti che ben si collocarono nella tradizione hard rock teutonica con vari influssi dell'AOR d'oltreoceano, pur se penalizzati da una produzione ancora acerba e dal timbro vocale di Deris, la cui voce da bluesman, ruvida e sgraziata, mal si sposava con i ritmi veloci dei brani.


Da qui in avanti fu l'intreccio con gli avvenimenti interni alle Zucche di Amburgo a svoltare la situazione: infatti nel 1993, in seguito all'abbandono di Michael Kiske, il leader degli Helloween Michael Weikath si rivolse proprio a Deris per farne le veci, mosso forse dalla ricerca di un singer che fosse agli antipodi rispetto al precedente, troncando sul nascere ogni possibile metro di paragone con l'inarrivabile timbro ed estensione vocale di Kiske. Di lì il passo fu breve, con Deris che accettò l'irrinunciabile proposta ed i Pink Cream che reclutarono al suo posto il cantante inglese David Readman. La scelta si rivelò felice e, dopo i tentennamenti dei primi due dischi, i nostri inanellarono una serie di album riusciti a cavallo di fine anni '90 ed i primi 2000, trovando la propria dimensione ed un hard rock style ben definito, tra i quali spiccarono "Electrified" ('98), "Sonic Dynamite" (2000) e "Thunderdome" (2004), che rappresentò probabilmente l'apice compositivo, artistico e commerciale della band, chiudendo un cerchio fortunato di releases.


Da qui in poi infatti la band subì un vistoso rallentamento, dovuto ai numerosi progetti paralleli dei membri, soprattutto di Dennis Ward, in veste di musicista e produttore, impegnato dal 2005 in poi, insieme a Zafiriou, con supergruppi Place Vendome (targati Frontiers) e gli Unisonic a partire dal 2012. Seguì il ritorno della band, nel 2007 con "In10sity" e 6 anni più tardi con "Cerimonial" dopo il lungo silenzio che aveva fatto temere ai fan un possibile accantonamento, in seguito ai molti impegni di Ward e ai problemi di salute di Zafiriou (sostituito alle pelli da Chris Schmidt). Per l'occasione, invece, i Pinkies trovano il tempo di riunirsi in studio e non mancano di festeggiare il trentesimo anniversario con questo nuovo "Headstrong".


Già dai primi ascolti è evidente come la band abbia aggiunto al suo storico trademark hard rock anche nuove influenze più metal, dovute probabilmente alle recenti esperienze intraprese dai singoli membri: il tutto risulta tuttavia ben amalgamato, con i protagonisti che non tradiscono in quanto ad affiatamento, esperienza ed abilità compositiva, con 10 nuove tracce che rappresentano un degno coronamento all'importante traguardo raggiunto. Già con le iniziali "We Bow To None" e "Walls Come Down" siamo di fronte a sferzate di hard rock puro e ritmi martellanti, con il cantato di Readman sempre potente e incisivo come negli anni migliori; finendo sommersi da riff rocciosi e granitici che ricordano il muro sonoro dei migliori Accept e Running Wild. Sempre hard'n heavy spinto sino alle marce più alte anche nelle successive "No More Fear" e "Path Of Destiny", tra assoli al fulmicotone, cambi di tempo nel refrain e un pizzico di epicità nei ritornelli, formula più riuscita in alcuni casi ("Whistleblower"), meno in altri, quali "Bloodsucker" e "Unite and Divide", che dopo un inizio convincente è penalizzata da parti vocali ridondanti.


Discorso a parte meritano altri brani che riescono a emergere dalle coordinate sonore dell'album, mostrando una maggiore maturità compositiva e cenni di evoluzione nel songwriting della band: "Man Of Sorrow" è probabilmente la canzone più meritevole ed elaborata del disco, riuscendo ad amalgamare bene l'hard rock con frequenti cambi di tempo che ne fanno un pezzo dalle tinte quasi progressive; invece "Vagrant Of The Night" col suo intro acustico potrà forse illudere l'ascoltatore di trovarsi davanti all'unico lento dell'album, ma si tratta in realtà di una rock song più complessa, che alterna tratti di chitarra più spinti a pregevoli parti solistiche, con una prova vocale di Readman tra le più intense e brillanti del disco.

 

A chiudere l'album pensa "The Other Man", rock song più convenzionale che richiama i tempi di "Thunderdome" (ed in particolare "See Your Face", brano finale di quell'album); ma in realtà non è finita qui, in quanto per l'occasione i PC 69 allegano un disco bonus che propone un live abbastanza recente della band, registrato a Ludwigsburg nel 2013 durante il "Cerimonial" tour: 9 pezzi, tra cui 2-3 tracce del nuovo album.


"Headstrong" assolve in modo degno a questo importante traguardo raggiunto dalla band che a modo suo rende giustizia a quello che è stato il ruolo del gruppo durante la sua carriera: probabilmente i Pinkies non saranno mai ricordati a dovere tra le grandi band di culto tedesche, ma nei loro primi 30 anni di carriera non hanno mai smesso di portare, con sincerità e passione, il proprio mattoncino nella grande storia dell'hard rock, togliendosi anche il gusto di registrare degli ottimi album, come "Thunderdome". Da non dimenticare.





Studio Album:


01. We Bow To None
02. Walls Come Down
03. Unite And Divide
04. No More Fear
05. Man Of Sorrow
06. Path Of Destiny
07. Vagrant Of The Night
08. Bloodsucker
09. Whistleblower
10. The Other Man

Bonus Live Album (Recorded In Ludwigsburg (2013):


01. Special
02. Talk To The Moon
03. Break The Silence
04. Do You Like It Like That
05. The Spirit
06. Livin' My Life For You
07. Wasted Years
08. Welcome The Night
09. Shame

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