One Desire
One Desire

2017, Frontiers Music
Melodic Rock

Recensione di Paolo Stegani - Pubblicata in data: 24/03/17

Fu per l'iniziativa del batterista finlandese Ossi Sivula che il quartetto melodic rock, autore del presente album eponimo "One Desire", vide la luce nell'ormai distante 2012. All'epoca la band si chiamava ancora OD ed era priva dei due elementi che si sono dimostrati essenziali alla creazione del loro esordio discografico: il pluripremiato chitarrista e produttore Jimmy Westerlund (Negative, Sturm Und Drang, Joel Madden of Good Charlotte, Pitbull, ecc.) e la di lui vecchia conoscenza André Linman al microfono.

 

Sotto queste premesse, le aspettative, fomentate dall'entusiasmo che trapela dal primo estratto "Hurt", non potevano che essere alle stelle. Forse è anche per questo che l'ascolto dell'intero lavoro lascia parzialmente delusi. Se da una parte le dieci tracce, siano innegabilmente energetiche, trainate dalla grinta tipicamente rock delle chitarre, dall'altra resta il dubbio che la bontà di certi ingredienti disseminati nei brani in questione siano stati diluiti in una miscela che non rende loro totalmente giustizia.

 

Che si tratti della prova vocale di Linman in "Love Injection", dell'indole catchy dei ritornelli di "Fallin' Apart" e "Straight Through The Heart" oppure dell'assolo strumentale dopo metà minutaggio di "Do You Believe", l'impressione è proprio quella che gli One Desire siano sulla soglia della loro maturità compositiva ma, per prudenza o per semplice mancanza di rodaggio, abbiano preferito restare nella loro comfort zone senza arrischiarsi oltre.

 

Ascoltando la penultima "Buried Alive", imperdibile e inappuntabile elemento del disco, il cui sound sembra sfociare in un più avventuroso hard rock viene da chiedersi come sarebbe stato l'album se la band avesse seguito un simile approccio anche per un altro paio di tracce almeno. Chiude poi l'imprescindibile ballad "This Is Where The Heartbreak Begins" che ahimè fa retromarcia verso lidi già percorsi senza risultare particolarmente incisiva se non per il "canto" strumentale a due terzi della traccia.

 

Tecnica inappuntabile, arrangiamenti di tutto rispetto e vari spunti da sviluppare su cui lavorare per compiere quel salto di qualità meritato da questa promettente proposta. 





01. Hurt
02. Apologize
03. Love Injection
04. Turn Back Time
05. Falling Apart
06. Straight Through The Heart
07. Whenever I'm Dreaming
08. Do You Believe
09. Buried Alive
10. This Is Where The Heartbreak Begins

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