Night Demon
Curse Of The Damned

2015, SPV
Heavy Metal

Recensione di Eleonora Muzzi - Pubblicata in data: 20/02/15

Mettiamo le cose in chiaro: l'heavy metal classico mi piace. Ritengo che la NWOBHM sia stata una delle correnti musicali più importanti dello scorso secolo. Poche ore prima di scrivere questa recensione ho fatto un triplo salto carpiato all'annuncio dei Saxon al Metaldays.

Bene. Detto questo, partiamo in quinta.

Chi sono i Night Demon? Sono un trio californiano dediti al classico heavy di inizio anni ‘80. Nè più nè meno. Fanno heavy metal senza fronzoli, molto orientato ai riff potenti e catchy alla Iron Maiden, solo un po’ più pulito rispetto ai tempi che furono grazie all'avvento della registrazione digitale.

Cos’altro c'è? Niente. "Curse Of The Damned" è un album vecchio, anche se è uscito il mese scorso. A partire dalla grafica della copertina, presa direttamene da un disco dei Sodom, fino alla musica che par presa direttamente da un vecchio baule di scarti dei Maiden e compagnia cantante.
Noiosi dopo una canzone, noiosi dopo cinque, ci si dimentica di averli nello stereo, scorrono come un rumore di fondo e non li si nota finché il rumore non diventa silenzio. Questo album ha lo stesso spessore della carta velina.
 
È comprensibile voler proporre un album heavy metal di stampo classico, è comprensibile la voglia di riportare in auge un genere che negli ultimi tempi è un po' soffocato da tutte le derivazioni del caso e tutto quello che va più di moda di questi tempi: l'intento è decisamente lodevole, ma è una cosa rischiosa, sopratutto se si è alle prime armi, tant’è che i Night Demon non ce la fanno. La band ha tirato fuori un disco piatto, tutto fumo e niente arrosto. Non importa quanto sia suonato e cantato bene (i ragazzi ci sanno fare), non importa se la produzione è eccelsa (e per essere una prima uscita, lo è), non importa se ci hanno messo tutto l'impegno possibile.

"Curse Of The Damned" è banale anche nel titolo, non è sicuramente un disco che cambia la vita o la storia della musica. Può piacere se si è fan oltranzisti del genere, ma a ben vedere è un disco di una pochezza sconcertante. Ben impacchettato, ma banale e noioso come pochi.



01. Screams In The Night
02. Curse Of The Damned
03. Satan
04. Full Speed Ahead
05. The Howling Man
06. Heavy Metal Heat
07. Livin' Dangerous
08. Mastermind
09. Run For Your Life
10. Killer
11. Save Me Now

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