My Dying Bride
Macabre Cabaret [EP]

2020, Nuclear Blast
Gothic/Doom Metal

La band britannica continua a sprigionare classe ed eleganza anche in questo nuovo EP.
Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 17/11/20

Appena otto mesi dopo l'uscita dell'ottimo "Ghost Of Orion", i My Dying Bride tornano in pista con "Macabre Cabaret", un EP di tre brani probabilmente provenienti dalla registrazione dell'album maggiore. Residui di valore, in ogni caso, che, liricamente, affrontano tematiche quali l'amore, il sesso, la spinosa questione dell'aldilà, l'impossibilità di acciuffare una vera felicità: un essere umano eterno Sisifo che, quando sembra aver raggiunto un obiettivo a lungo inseguito, scopre la propria vacuità e inadeguatezza. I britannici, al solito, permangono nel lato in ombra della vita, nutrendosi comunque dei deboli riflessi di luce che filtrano attraverso la grate della malinconia e della rassegnazione.

Lo spirito del mini si allinea allo stile parzialmente agile e agli arrangiamenti essenziali dello scorso lavoro sulla lunga distanza, benché non manchino riferimenti a vecchi brani carichi di inquietudine e poesia come "The Snow In My Hand" o "Turn Loose The Swans". In tal senso, è soprattutto il suono ieratico dell'organo posto in apertura della title track e un utilizzo funebre del pianoforte a connotare di oscurità e tradizione il gothic/doom della band, arricchito per il resto da momenti più quieti di matrice folk. "Secret Kiss" rallenta ulteriormente il ritmo, gonfiandosi però di chitarre opprimenti e con un Aaron Stainthorpe formato deluxe, mentre la conclusiva e lunare "A Purse Of Gold And Stars" poggia esclusivamente sui sintetizzatori, proiettando direttamente gli anglosassoni tra il ghiaccio astrale dei Lycia e la freddezza delle sconfinate nebulose leopardiane. 

I My Dying Bride, anche in "Macabre Cabaret", non deludono, lasciando alla porta banalità e facili compromessi. Classe ed eleganza immense.




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