Kings Of Convenience
Peace Or Love

2021, EMI / Imperial Music
Indie Folk

La felicità, hic et nunc.
Recensione di Ludovica Iorio - Pubblicata in data: 21/06/21

A 12 anni dall'ultima release "Declaration Of Dependence", i Kings Of Convenience non si smentiscono nell'essere fan dei giochi di parole per i propri lavori in studio. Nel nuovo "Peace Or Love", con il cambio di una congiunzione i nostri Eirik Glambek Bøe ed Erlend Oye rovesciano l'utopico motto dei figli dei fiori, affermando la propria volontà di stare con i piedi nudi ben piantati nella realtà. Pace e Amore non vanno più a braccetto, diventano sfidanti a scacchi, in cui quasi auguratamente abbiamo un vincitore a mani basse. L'amore smuove, crea cambiamento e così la pace finisce; "Ma una volta che si conosce la sua magia, chi può vivere senza?" è la naturale conclusione a cui si giunge nella canzone "Love Is A Lonely Thing".

 

Il duo norvegese dall'animo mediterraneo mette nero su bianco queste considerazioni, partendo da materiale risalente a diversi anni fa e cristallizzandolo in una raccolta che sa di tramonto estivo sul mare (non a caso una parte del lavoro è stata registrata nell'amata Sicilia). L'unico incanto in contrapposizione ai testi è la loro musica, con toccanti intrecci a livello vocale tra i due e trame chitarristiche in grado da sole di creare atmosfere nostalgiche in cui il resto dello strumentario diventerebbe superfluo, lasciando solo spazio a qualche incursione prevalentemente di altri cordofoni a rendere il tutto ancor più arioso.

 

"Rocky Trail" è il primo singolo estratto, pubblicato a sorpresa lo scorso fine aprile: ad un primo ascolto potrebbe richiamare la celebre "Misread" in cui la difficoltà di comunicazione di fondo rimane, ma con la volontà di cambiare il corso delle cose si fa un passo in avanti, le tinte si fanno ancora più pastellate, e si viene a creare così un'ambience confortevole e spensierata. L'opening "Rumors" invece, è di quelle melodie da ascoltare attorno al fuoco, una carezza che si trasforma in caldo abbraccio. "Fever", secondo brano pubblicato, è l'unico a presentare le percussioni, con gli immancabili pizzicati a costruire una solare traccia in salsa bossa nova.
 Ritroviamo inoltre in due collaborazioni la cantautrice canadese Leslie Feist, che ormai a pieno titolo può essere definita come parte del gruppo: "Love is a Lonely Thing", istantanea di un momento divenuto indelebile; e "Catholic Country", permeata di vibrazioni funky e armonie al piano che trascinano verso un'altra dimensione. È però "Killers" a descrivere al meglio musicalmente il contenuto del testo: i cullanti arpeggi in tonalità minore sono come il sangue caldo che fuoriesce da una ferita e che lenisce il dolore. 
La confortante "Ask For Help" lascia poi il posto alla conclusiva "Washing Machine", intrisa di rock attitude anni '90, ricca di alterazioni e di introspezione.

 

Chi li conosce bene sa che non ci si deve aspettare grosse novità in termini di cambiamenti stilistici, ma si ritrova un rinnovato accordo con la loro inossidabile formula musicale, e una maturità che rispecchia anche gli oltre 40 anni d'età anagrafica dei musicisti. Per i nuovi ascoltatori, invece, un consiglio: se volete farvi venire gli occhi lucidi di malinconica gioia, se volete assaporare una dolcezza mai stucchevole sapientemente mescolata ad un amaro mai ridondante, loro saranno i vostri complici. La felicità è hic et nunc, la felicità è ascoltare "Peace Or Love" dei Kings Of Convenience.





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