Joe Satriani
Unstoppable Momentum

2013, Epic Records
Rock

Arrivare al quattordicesimo album e fare di nuovo centro? Se hai classe, puoi.
Recensione di Andrea Mariano - Pubblicata in data: 06/05/13

Irrefrenabile Joe Satriani. Irrefrenabile ed instancabile. Soprattutto, capace di creare ancora oggi, dopo lustri e lustri di carriera, album perfettamente godibili dall’inizio alla fine. Abilità di non poco conto, soprattutto se setacciamo per bene il mondo dei guitar hero, dove presto o tardi si arriva al mero sfoggio di grande tecnica, ma poca sostanza.


Unstoppable Momentum” passa dallo space rock della title track e di “Can’t Go Back” alle atmosfere eteree della breve “I'll Put A Stone On Your Cairn”, senza dimenticare i ritmi trascinanti di “Jumpin’ In” o l’ammaliante schizofrenico intreccio di chitarre, tastiere e pianoforte di “Lies And Truths”, con una fluidità d’ascolto sorprendente. Satriani è consapevole delle sue capacità tecniche, ma è bravo a non cadere nel bieco manierismo, nella sovrabbondanza di tecnicismi a discapito della melodia: grazie ad un accorto lavoro sugli arrangiamenti di ogni singolo brano, l’intero album vanta di una fluidità d’ascolto sorprendente, evitando in maniera egregia il sopraggiungere dello sbadiglio da parte dell’ascoltatore. Tutto ciò non è scontato da far notare: molti funamboli della sei corde hanno una indiscussa capacità d’esecuzione, ma al tempo stesso spesso cadono nel tranello del “più note ci sono, meglio è”, creando così lavori dalla tecnica sovrumana e dall’altrettanto sovrumana noia. Il gusto per la melodia più che per il semplice sfoggio di bravura e velocità e la cura per arrangiamenti funzionali, corposi ma non ampollosi, sono dunque le solide basi su cui poggia “Unstoppable Momentum”, un album che può considerarsi riuscitissimo su più fronti: farà felici i fan di vecchia data, stuzzicherà la curiosità dell’amante della sei corde elettrica, strizza l’occhio anche a chi non è solito avvicinarsi a certi lavori che non prevedono la partecipazione di un cantante.


La differenza tra un chitarrista tecnico ed un vero e proprio guitar hero è una linea sottile, ma dannatamente robusta: il primo è concentrato nel mostrare a tutti i costi la sua bravura nel destreggiarsi sulla tastiera dello strumento, il vero guitar hero cura invece ogni minimo dettaglio di ogni singolo brano, e sfoggia velocità d’esecuzione o trick particolari solo nei momenti più opportuni, non necessariamente per l’intera durata della composizione. Non è difficile capire da che parte stia Satriani, e la classe di cui quest'album è pieno non fa altro che confermarlo in maniera chiara e decisa.





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