IO
SpaceseductIOn

2018, Mus' IF Records
Pop Rock, Rock Sinfonico

I have a mask on my face / I'm looking for an incredible space
Recensione di Simone Zangarelli - Pubblicata in data: 21/05/18

In un'epoca di consumo avido e frenetico dell'immagine c'è chi, come nel caso di Daft PunkSlipknotThe Bloody Beetroots e Liberato, decide invece di celare la propria identità dietro un personaggio. È il caso del cantautore e compositore IO, che non solo indossa una maschera ormai diventata il suo simbolo, ma si avvale addirittura del pronome per identificarsi: un'operazione di spersonalizzazione che permette all'artista la libertà di disegnare colori e visioni musicali come su una tela bianca. 

 

Nel 2017 aveva esordito con l'album "iosono.IO", suscitando l'interesse del pubblico con le canzoni prima che con il suo personaggio. Oggi è con il nuovo lavoro, "SpaceseductIOn", che l'autore torna sulle scene raccontando di un viaggio musicale intrapreso da alcuni uomini e donne pronti a lasciare il globo terracqueo, destinato ad un inesorabile declino regolativo e sociale. Una sorta di fetta di umanità eletta (o condannata) ad essere più consapevole del destino della Terra e che sceglie, al contrario di Ziggy Stardust in uno dei dischi più famosi di David Bowie, di abbandonarla, per raccontare con distacco una nuova costruzione di valori che tenta di riflettere quelli del nostro mondo.

 

Per trasportare l'idea del viaggio all'interno del disco, IO propone una tracklist variegata che si muove tra il rock elettroacustico, quello sinfonico e le ballate pop-rock. Ciò che salta subito all'orecchio è la cura per gli arrangiamenti, che includono molte linee strumentali e vocali in un intreccio ben studiato: in "Fra Tundra & Permafrost" la composizione si apre e si chiude con la chitarra acustica, laddove gli archi si fondono perfettamente con il pezzo e i cori quasi rubano la scena alla voce di IO. "Crash" dà inizio alla peregrinazione spaziale con un riff di tastiere dal sapore pop rock, strizzando l'occhio alle produzioni migliori dei Negramaro; in "Machinend" svettano le sei corde verso l'assolo finale, mentre la batteria crea un ottimo tessuto ritmico con l'utilizzo del charleston. "Siderale" cattura l'idea dello spazio aperto, della fluttuazione nel vuoto tramite le pause dinamiche dei sintetizzatori e dei cori, ma è con la title track che IO sfoggia il pezzo più riuscito, sia per le atmosfere che per il giusto equilibrio tra orecchiabilità e articolazione dell'arrangiamento.

 

Con maggiore attenzione ai testi ed alle parti vocali, il disco potrebbe ambire ad un livello più alto di definizione, comunque raggiunta grazie all'ottima qualità della produzione. In sostanza IO continua ad accaparrarsi l'interesse del pubblico grazie allo stile compositivo raffinato e alla caratterizzazione della propria figura, lasciando però ancora interrogativi riguardo la sua personalità artistica, non ancora totalmente delineata.





01. Crash

02. SpaceseductIOn

03. Wonder (L'idiota onorario)

04. Siderale

05. Machinend

06. Basilio su Mercurio

07. Magnus (Cosa sappiamo?)

08. Per aspera ad astra

09. Fra tundra & permafrost

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