Julie's Haircut
Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin

2017, Rocket Recordings
Psychedelic Rock

Tra suoni sinuosi e caldi, duetti tra chitarre e saxofono, esplosioni sonore e momenti evocativi, i Julie's Haircut si confermano una band atipica nel nostro panorama musicale, ma comunque di un livello superiore rispetto alla media.
Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 11/03/17

Il tema del doppio è stato affrontato da una serie quasi infinita di artisti in ogni ambito. Dalla letteratura al cinema, passando anche per la musica, l'uomo è sempre rimasto affascinato dal poter affrontare le sue paure, le sue irrazionalità e la parte più nascosta del proprio essere, rappresentata spesso come un gemello malvagio da tenere sotto controllo e da interpellare solo nei momenti più intimi ed evocativi, quasi in uno stato di totale ipnosi. Sono queste le sensazioni e i concetti che vogliono comunicarci i Julie's Haircut con la loro ultima fatica, intitolata appunto "Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin".

 

La band emiliana non è certo composta da novellini: sono ormai 23 anni che i Julie's Haircut affinano continuamente il proprio sound così evocativo e poco convenzionale per una band italiana e si può affermare che giunta al settimo album, la band possa ormai contare su un background e una tecnica di composizione ben consolidati che ha permesso di realizzare anche in questo caso un lavoro solido, onirico e di alto livello. "Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin" è infatti un album in cui i temi si sposano perfettamente con la musica proposta e realizzata suonando per lunghe jam session. Il corpo principale di ogni brano è stato ricavato improvvisando liberamente in studio e completato successivamente perfezionando le varie sfumature dopo aver riascoltato più volte il tutto. Ascoltando il lavoro ci si rende immediatamente conto della libertà che ogni componente si è preso durante la scrittura, ma uno dei maggiori pregi è la capacità di rimanere comunque un nucleo solido, capace di dare il giusto apporto senza mai sovrastare il lavoro degli altri.

 

Il disco richiede una totale immersione da parte dell'ascoltatore per poter essere apprezzato al meglio. Gli elementi principali del sound percorrono tutti i brani, ma in nessun caso ci troviamo di fronte a fastidiose sensazioni di deja vù. Il grande merito dei Julie's Haircut è quello di creare la stessa atmosfera psichedelica e onirica per tutta la durata dell'album, differenziando però ogni brano e permettendo quindi all'ascolto di risultare molto gradevole nella sua interezza. La quasi totalità dei pezzi è guidata da penetranti e ipnotici giri di basso, che con lentezza e inesorabilità si insinuano nella mente dell'ascoltatore e permettono al resto dei musicisti di appoggiarsi su basi più che solide. Ne è un chiaro esempio la lunga opener "Zukunft", in cui gli strumenti si aggiungono uno alla volta creando un sontuoso vortice emozionale sottolineato dalle sognanti parti di saxofono della new entry Laura Agnusdei. Nella successiva "The Fire Sermon", oltre al ritmo incisivo donato dal basso e dalle percussioni e dal restante comparto strumentale di alto livello, sono gli inquietanti sussurri a far decollare il brano, intervallati dalle distorsioni acide delle chitarre. Sono poi diverse le anime e le influenze dei pezzi successivi: si passa dai richiami jazz della calda "Orpheus Rising", alle esplosioni quasi post rock di "Deluge", brano corposo e a tratti violento, fino al sound tipicamente space rock di "Salting Traces". "Cycles" si fa notare invece per la particolare base orientaleggiante e per la tensione che il cantato quasi inquietante riesce ad accumulare per tutta la sua durata. Il lavoro termina poi con il piacevole singolo "Gathering Light" e la più delicata e sognante "Koan", con la quale i Julie's Haircut si congedano da questa magnifica esplorazione.

 

"Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin" è un viaggio nella parte più profonda della nostra psiche alla ricerca di noi stessi. Un percorso da gustarsi più volte e a cui abbandonarsi totalmente al fine di comprendere la vera essenza del lavoro. Tra suoni sinuosi e caldi, duetti tra chitarre e saxofono, esplosioni sonore e momenti evocativi, i Julie's Haircut si confermano una band atipica nel nostro panorama musicale, ma comunque di un livello superiore rispetto alla media. Rimane un peccato il fatto che un lavoro del genere non avrà probabilmente tutta la visibilità che meriterebbe.





1. Zukunft
2. The Fire Sermon
3. Orpheus Rising
4. Deluge
5. Salting Traces
6. Cycles
7. Gathering Light
8. Koan

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