Holy Martyr
Darkness Shall Prevail

2017, Dragonheart Records
Epic Metal

Il nuovo album degli Holy Martyr, "Darkness Shall Prevail", è allo stesso tempo una grande prova di maturità e un viaggio in terre lontane... a suon di epic metal.
Recensione di Paolo Stegani - Pubblicata in data: 10/03/17

Non è necessario essere fan di Tolkien per apprezzare il nuovo album degli Holy Martyr, l'epic metal band sarda nata ormai più di vent'anni fa. Quando si tratta di concept album gli Holy Martyr hanno sempre saputo fare centro, ma nel nuovo album "Darkness Shall Prevail", la maturità acquisita nel corso di questa lunga carriera si fa sentire eccome. Gli arrangiamenti del chitarrista Ivano Spiga, compositore dell'intero repertorio della band, rendono l'ascoltatore protagonista di un viaggio all'interno delle lande desolate di Mordor, fra creature fantastiche e combattimenti all'ultimo sangue, tutto nel nome del dio sovrano, l'heavy metal.


La lunga pausa dall' ultimo album in studio, "Invincible", sembra aver fatto estremamente bene a tutti i componenti: la loro impronta personale permette alle 10 canzoni di questo ultimo lavoro di distinguersi nettamente all'interno del panorama underground del metal italiano.
La giusta misura tra le parti cantate e le parti strumentali, quest'ultime definibili per certi versi come una versione brutale e disincantata di Morricone - a loro detta, conferisce all'album un equilibrio che non stanca e anzi convince. Come lo stesso Ivano ci ha raccontato in una recente intervista, il pezzo cardine dell'album è "Numenor", brano d'apertura (tralasciando l'introduzione affidata alle atmosfere di "Shores Of Elenna") e biglietto di ingresso in un mondo che non è quello scontato, raccontato dai film e da tutti già assaporato, ma le vere origini del mito letterario di Tolkien. La voce di Alex Mereu narra tutto ciò che serve sapere per poter vivere la storia da protagonista, senza dimenticare le qualità tecniche di una band che ancora una volta ha saputo dare vita ad un accoppiata interessante, l'epicità di Mordor a braccetto con quella del metal.

 

L'unica vera sfortuna di questo album è di essere stato prodotto in un paese dove questo genere gode di poca visibilità, ma niente paura: non solo il pubblico estero renderà il giusto merito a "Darkness Shall Prevail" (come ha già avvenuto con i precedenti album degli Holy Martyr), ma anche qui in Italia farà fatica a passare inosservato.





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