Carcass
Heartwork

1993, Earache Records
Melodic Death Metal

Stanchi e annoiati della solita vacanza? Alle prese con una verde milonga? Ammorbati da spiagge congestionate o (peggio) da città grondanti caldo e nevrosi varie? Datevi una rinfrescata ai neuroricettori affranti riscoprendo un gioiello del metal anni '90.
Recensione di Matteo Poli - Pubblicata in data: 07/08/17

Stiamo parlando di "Heartwork", quarta e capitale fatica dei recentemente redivivi Carcass, band seminale del death/grind di fine anni '80. Per chi non li avesse mai sentiti nominare, ricordiamo qui che la band, lanciata dal produttore e DJ metal britannico John Peel, può essere considerata tra le fondatrici del genere grindcore con gli albums "Reek Of Putrefaction" e "Symphonies Of Sickness", vere pietre miliari. Non contenti di essere pionieri, i Carcass se ne allontanarono con lo strepitoso "Necroticism: Descanting The Insalubrious", gioiello death metal del 1990, nel quale inizia il sodalizio col grande produttore Colin Richardson (che, di lì a breve, lavorerà con Machine Head e moltissimi altri); l'album è talmente bello, che alcuni A&R di case discografiche major iniziano segretamente a seguirne le sorti. Sono anni incredibili per il genere metal: se ne parlava in TV, riviste e giornali mainstream, e non più come un fenomeno da dare in pasto a sociologi e antropologi, o a Gigi Marzullo; i Faith No More parteciparono al Festivalbar con la canzone "Epic"; si diffusero ovunque (ma soprattutto in Francia) le discoteche metal... sì, avete letto bene: discoteche metal. I Metallica imperversavano in ogni radio e TV con "Nothing Else Matters"; sembrava che il mondo non potesse vivere senza i Guns'n'Roses e, tra le altre novità, le major - come si diceva sopra - inizarono a considerare la possibilità che il metal vendesse davvero. In questa temperie venne dato alle stampe il superlativo "Heartwork" che, inanellando una strabiliante sequenza di masterpieces, corona la maturità e la perizia raggiunte dalla band britannica.


A partire dalla opening track "Buried Dreams", passando per la travolgente "Carnal Forge", il singolo "No Love Lost" e, soprattutto, la perfetta title track che, a venticinque anni da quella prima volta in cui il mio compagno di banco al liceo, che ascoltava i No FX e simili, me la fece conoscere dalle sue cuffiette dicendomi: «A te che piace 'sta roba: non male questi, vero?» , non smette di far venire i brividi ad ogni ascolto. Altri capolavori si susseguono senza tregua: "This Mortal Coil" in cui si realizza la perfetta fusione tra NWOBHM in stile Maiden e metal estremo, da cui scaturirà (insieme agli ultimi album dei mai abbastanza compianti Death di Chuck Shuldiner) un nuovo genere: il melodic death metal; "Blind Bleeding The Blind", che fu definita da un critico dell'epoca "il cancan ballato nelle acciaierie di Dracula"; "Arbeit Macht Fleisch", nuova tappa della crociata anticarne e anticapitalista della band più ferocemente vegetariana della storia del rock; sul finale, la vivisezionante "Doctrinal Expletives" e "Death Certificate", in ogni senso definitiva, suggellano il tutto con una lapide. Alcuni gridarono al tradimento («cosa sono questi assoli rockblues col whawha? E il flanger? "Love" nel titolo di un brano? Stacchi lenti in levare? E i riverberi, che c'entrano? ») ma i più fiutarono il capolavoro. Feroce, ispirato, ironico, romantico (a modo suo), alleggerito dell'infrastruttura grindcore, fatta di tappeti di blastbeats, ridotti qui a pochi essenziali interventi, bifronte come Giano nel suo pendere ora verso il metal classico, ora verso lidi più estremi, "Heartwork" si impone nella sua bellezza come una pietra miliare e ridisegna i confini dei generi allora esistenti. Altra interessante novità del disco: i Carcass non parlano più di autopsie, medici legali, canali atrabiliari, sieri corporei putrefatti e simili, per cui si erano fatti conoscere e amare e per cui certuni li ritenevano studenti di medicina (in realtà, quasi tutti iscritti all'Accademia d'Arte...), ma d'odio, amore, politica e simili. Come gli U2.
Quasi dimenticavo: artwork di H. R. Giger.
Un disco dunque, che segna uno spartiacque nel metal estremo e destinato, come il quasi coevo "Wolverine Blues" degli Entombed, a influenzare decine di band in giro per il mondo. Qualche esempio: sarebbero mai esistiti gli In Flames? Avrebbero preso quella direzione i My Dying Bride? E gli Amorphis? E i Children of Bodom? Meditate, gente...


Non fummo gli unici ad esserne scossi: fu così che la Sony music iniziò a corteggiare la band (all'epoca sotto contratto con la Earache Records) per averla nella propria scuderia ed allora, come dir si suole, iniziarono i problemi: sì, perchè se da un lato i quattro metallers britannici si montarono (anche giustamente) un po' la testa, dall'altro la Sony esigeva che i suoi puledri producessero un album accattivante e paraculo. Fu subito crisi. Si iniziò a parlare di scioglimento. La pubblicazione del nuovo album veniva ora annunciata, ora smentita. Alcuni membri abbandonarono. Ci vollero quattro anni perchè la band - sballottata tra la Earache e la Sony - facesse uscire un disco che non sarebbe stato all'altezza delle aspettative, e l'ora magica passò: i Carcass, accusati di tradimento da alcuni con "Heartwork", ci provarono col controverso "Swan Song" e delusero un po' tutti. Poco dopo la band si smaterializzò in defezioni (Amott andò a fondare gli Arch Enemy e gli Spiritual Beggars) e side-project (gli sfortunati Black Star, antesignani del genere rock stoner), il batterista Ken Owen fu colpito da emorragia cerebrale e, poco a poco, i Carcass si dissolsero nel nulla per circa un ventennio. Lasciandoci però un disco così bello, fresco e ricco da influenzare ancora il recente (si fa per dire: 2013) album di ritorno "Surgical Steel" che, se non sembra il seguito ideale di "Heartwork", poco ci manca: purtroppo sono passati più di vent'anni e l'effetto sorpresa si è perso. Ma non la classe. Ineludibile.





01. Buried Dreams
02. Carnal Forge
03. No Love Lost
04. Heartwork
05. Embodiment
06. This Mortal Coil
07. Arbeit Macht Fleisch
08. Blind Bleeding The Blind
09. Doctrinal Expletives
10. Death Certificate

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