Hardcore Superstar
C'mon Take On Me

2013, Nuclear Blast
Hard Rock

Un altro lavoro con il marchio di qualità HCSS
Recensione di Daniele Carlucci - Pubblicata in data: 04/03/13

Alla fine del 2010 siamo stati tutti spazzati via dal travolgente “Split Your Lip”, oggi ritroviamo gli Hardcore Superstar in occasione della pubblicazione dell’album numero nove della loro carriera, “C’mon Take On Me”. Ci si poteva aspettare un altro carico di brani al vetriolo da togliere il fiato, ma il gruppo svedese riesce a spiazzare con un disco dalle mille sfumature, che può anche essere letto come un riassunto delle diverse trasformazioni della band nel corso degli anni.

Si apre il sipario e a presentare “C’mon take On Me” troviamo una serie di freak show, dalla donna barbuta al bambino a due teste e all’uomo elefante, tutti sulle note della psicotica introduzione circense “Cutting The Slack”. I toni cambiano immediatamente con la title-track che scalda l’ambiente e lascia la scena alla travolgente “One More Minute”: i potenti riff di Vic Zino si alternano in modo frenetico a strofe più pacate, il tutto con continui cambi di ritmo intervallati da ritornelli festaioli. La stessa aria frizzante la si respira in “Above The Law”, mentre l’atmosfera si fa più cupa con “Are You Gonna Cry Now” ed i suoi profondi ed ammalianti refrain, che diventano irresistibili ascolto dopo ascolto. I suoni scelti da Jocke Berg e compagni sono molto hard rock, più di quanto non lo siano stati in passato nelle diverse occasioni in cui la marcata componente metal ha giocato un ruolo da protagonista. E lo stesso discorso può essere esteso anche allo stile del disco. Ne traggono vantaggio la melodia che rende scorrevole e piacevole “Dead Man's Shoes”, il buon riff di chitarra che accompagna tutta “Because Of You” ed il party-rock di “Won't Take The Blame” (divisa in due parti) con i suoi ritornelli perfetti per fare baldoria dal vivo. “Too Much Business” non incide e rimane nell’anonimato, ma a compensare ci pensano ampiamente le due perle più lucenti dell’album, “Stranger Of Mine” e “Long Time No See”. La prima è una ballad acustica dal sapore un po’ blues e carica di pathos, resa ancora più viscerale dalla voce tagliante di Berg, mentre la seconda è un lento dalle strofe struggenti che esplodono in ritornelli semplicemente fantastici: il picco dell’intero disco. Con le ballate gli Hardcore Superstar riescono sempre a creare un’atmosfera magica, dove l’intensità della musica si fonde a meraviglia con il graffio del cantato. E “Long Time No See” messa lì in fondo alla tracklist ricorda per certi versi un altro gioiello, quella “Standin’ On The Verge” che nel 2005 chiudeva alla grandissima il capolavoro “Hardcore Superstar”.

“C’mon Take On Me” è meno immediato e di impatto rispetto a “Split Your Lip”, ma può vantare un buon tasso qualitativo ed una serie di sfaccettature che lo rendono variegato, l’ennesimo lavoro positivo di una carriera ormai di livello assoluto. Da sottolineare il gran lavoro di tutta la sezione ritmica e l’ottima vena del chitarrista Vic Zino, sia nei riff che negli assoli. Gli Hardcore Superstar sono mutati negli anni, ma senza mai perdere la propria identità e forse questa è la chiave del successo continuo della band svedese, che oggi si ritrova con merito tra le formazioni hard rock più amate del Vecchio Continente.




Speciale
Trivium (Corey Beaulieu)

Speciale
Hardcore Superstar: "The Party Ain't Over 'Till We Say So"

Recensione
Robert Plant - Carry Fire

Speciale
PREMIERE: guarda "Shine", nuovo video dei SIMO

Intervista
Albert Lee: Albert Lee

Intervista
Enslaved: Ivar Bjørnson