Bob Malone
Good People

2021, Appaloosa Records
Blues Rock

Recensione di SpazioRock - Pubblicata in data: 30/06/21

 

I tasti del pianoforte come un'arma tagliente e affilata, manovrati dal talento e dalla potenza artistica e fisica di Bob Malone. Perché il pianoforte, o tastiera che sia, per Robert Meloon (questo il suo vero nome) è quasi un oggetto sacrificale (come lo era per Jerry Lee Lewis o per il gigantesco Chick Corea, recentemente scomparso), la solida base su cui intrecciare le trame che portano al suo ultimo lavoro in studio "Good People".

 

L'amore per la black music, il blues, il soul e il rock n' roll sono evidenti nelle undici tracce che Malone ci presenta, una collezione di brani che in qualche modo si sposa con la sua vita degli ultimi anni, sui palchi di tutto il mondo con il leggendario John Fogerty dei Creedence Clearwater Revival (il suo omaggio personale e rielaborato di "Bad Moon Rising"), ma anche a contatto con le persone che da lui ricevono empatia, divertimento, riflessione e spensieratezza, quelle persone che ha conosciuto durante i suoi tour solisti. Non per niente, se guardiamo il videoclip di "Good People", Bob ha lasciato che i suoi amici e il suo pubblico fossero parte del video, con sé stesso sui tetti di Los Angeles alternandosi a brevi filmati di amici e conoscenti che - chi più chi meno - hanno avuto un senso nella sua carriera e nella sua vita.

 

"Good People" accantona in parte le scorribande di rock n' roll dei precedenti dischi, mettendo in mostra il cuore dell'artista e la capacità di scrittura melodica. Si vedano, già in terza posizione nella tracklist, la ballad "Empty Hallways", o gli sprazzi di soul e gospel di "The River Gives" e "My Friends & I", il costante e cocente amore per le "music cities" a cui spesso si ispira come Detroit e New Orleans ("Sound of a Saxophone"), e il solido rispetto verso i suoi mentori. Oltre al già citato Fogerty, decisamente riuscite sono le rielaborazioni del classico dei Fleetwood Mac "Oh Well" ("Il mio obiettivo era di far suonare quella linea melodica con il mio piano come se fosse stato la chitarra di Peter Green", dice Bob), e di uno dei migliori pezzi mai usciti dalla penna di Bob Dylan, quella "Tangled Up in Blue" che - con il suo nuovo passo irresistibile quasi da mid-tempo jazz-blues - ci trasporta nella Delacroix che il menestrello di Duluth citava tra le sue strofe.

 

Un bentornato a un musicista dal talento unico, mago degli 88 tasti, e autore dalla classe cristallina.





01. Good People
02. Bad Moon Rising
03. Empty Hallways
04. All There Is
05. Head First
06. Oh Well
07. My Friends And I
08. Prelude & Blues
09. Sound Of A Saxophone
10. The River Gives
11. Tangled Up In Blue

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