Freedom Call
Ages Of Light 1998-2013

2013, SPV
Power Metal

Recensione di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 28/04/13

Doppio best of per i Freedom Call, il gruppo happy metal più amato e allo stesso tempo disprezzato dagli abituali ascoltatori di un certo tipo di power. Dovete sapere che chi sta scrivendo questa recensione, nel lontano 1999, ha acquistato a scatola chiusa l’esordio “Stairway To Fairyland”, attirato dalla presenza dell’allora batterista dei Gamma Ray Dan Zimmerman, usciti contestualmente con il fantastico “Powerplant”. Alla voce di “Stairway To Fairyland” c’era un tale Chris Bay, uno che se la giocava alla pari coi vari Hansen, Sammet e Cans, e il disco conteneva (e contiene tutt’ora) una serie di inni indimenticabili che hanno l’unico difetto di ricordare un po’ troppo le sigle dei cartoni animati: sarà proprio questa la caratteristica che avrebbe diviso, da quel momento in poi, adulatori e detrattori dei Freedom Call.

Resto fermamente convinto che la buona musica sia buona indipendentemente dal genere proposto. La band tedesca, da quel giorno, ha collezionato una lunghissima serie di brani validi racchiusi in sette album. "Ages Of Light" è un invitante digipack contenente due dischi, una raccolta delle migliori diciotto canzoni scelte dal gruppo stesso, e "Masqueraded", un disco di sei dei loro successi trasformati in chiave Rekkiabilly, Folk Metal, Reggae, Ska, Swing e Strumming. Non male no? Vuoi per il nostalgico viaggio indietro nel tempo, vuoi perché si tratta davvero di diciotto splendide canzoni da cantare insieme a Chris senza sosta alcuna, è il primo dei due a regalare le maggiori e migliori emozioni, anche se è parsa ridicola, nonostante la comprensibile spiegazione di Bay nell’intervista a noi rilasciata, la scelta di inserire due estratti live in un mare di pezzi da studio. Soltanto “divertente” invece il secondo dischetto, da ascoltare più che altro per curiosità prima di tornare sulle versioni originali: tra le più riuscite "Mr. Evil" in chiave Reggae, Rockin’ Radio in chiave “killerbilly” e "Metal Invasion" in chiave “ballata napulitana”. Operazione simpatica.

In una precedente recensione dedicata ai Freedom Call, avevo già scritto che, per quanto mi riguarda, la loro è una carriera da sette e mezzo. Oggi, a fronte della raccolta celebrativa, non mi resta che confermare quanto detto in precedenza e ringraziare Chris Bay per questi quindici anni di cori e di ritornelli che riescono letteralmente a farti perdere il sonno: uno che sa come divertirsi in musica e sa come far divertire. Chapeau.



CD 1

01. We Are One
02. Tears Falling
03. Freedom Call
04. Farewell
05. Metal Invasion (Live)
06. Warriors
07. Land Of Light
08. Hunting High And Low
09. Mr.Evil
10. Far Away
11. Blackened Sun
12. Thunder God
13. Tears Of Babylon
14. A Perfect Day (Live)
15. Hero On Video
16. Power & Glory
17. Rockstars
18. Back Into The Land Of Light

CD 2

01. Rockin'radio (Killerbilly Version)
02. Metal Invasion (Metal Folk)
03. Mr.Evil (Melodic Reggae)
04. Hero On Video (Speed Ska)
05. Age Of The Phoenix (Power Swing)
06. Freedom Call (Camp Fire)

Recensione
Greta Van Fleet - The Battle At Gardenís Gate

Speciale
Intervista - While She Sleeps (Loz)

Speciale
L'angolo oscuro #22

Speciale
FM - Tough It Out Live

Speciale
The End Machine - Phase2

Recensione
Primal Fear - I Will Be Gone [EP]