Destruction
Under Attack

2016, Nuclear Blast
Thrash

Tornano i Destruction e ci regalano il loro capolavoro
Recensione di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 16/05/16

Può una band, dopo 34 anni di onorata carriera, non solo mantenersi su standard qualitativi di un certo spessore, ma riuscire addirittura a produrre il miglior album della propria discografia? Se volessimo seguire delle logiche di pensiero “normali” la domanda sembrerebbe quasi una provocazione, ma se si parla di Destruction evidentemente la “normalità” non è di casa.
A quattro anni di distanza da “Spiritual Genocide” il trio tedesco capitanato dal mastodontico Schmier torna con un album semplicemente esplosivo che raccoglie il meglio di quanto fatto vedere dai Destruction nel corso della propria carriera.
In un momento storico del thrash metal teutonico in cui tutti i principali protagonisti (Kreator, Sodom e Tankard) aprono a nuove stili di produzione, a nuovi arrangiamenti  e a forti variazioni sul tema, i Destruction rispondono a modo loro con un disco in cui la coerenza e l’ispirazione la fanno da padroni.
 
L’album ha senza dubbio avuto una genesi più diluita nel tempo rispetto al recente passato della band e bisogna ammettere che il risultato ne risente decisamente in positivo. Nelle ben dieci tracce presenti in "Under Attack” troviamo quanto di meglio il combo tedesco potesse produrre: riff tecnici ed adrenalici, linee melodiche varie ed interessanti, una struttura ritmica serrata e diretta per un album di spessore. La title track rappresenta senza dubbio  (come da tradizione)  il marchio di fabbrica dei Destruction fatto di aggressività e ritmicità, il tutto condito dalla voce unica di Schmier che, messi da parte i suoi tradizionali urletti, si concentra su linee vocali di sicuro impatto.
 
Seppur granitico e molto coerente, il disco regala variazioni sul tema molto interessanti come la sorprendente ”Generation Nevermore” il cui ritornello riesce immediatamente a invadere ogni angolo del cervello dell’ascoltatore, ma è l’album nel suo insieme a convincere, senza momenti di debolezza, in tutta la sua interezza. “Dethroned”,  “Pathogenic”,  “Conductor Of The Void” sono solo alcuni titoli presi per sottolineare come, canzoni anche sostanzialmente difformi tra di loro, riescano a non perdere mai quel filo conduttore e quella coerenza di cui i Destruction sono forse rimasti gli ultimi paladini.
 
Chi ha qualche primavera sulla spalle può affermare con un certo orgoglio di aver vissuto l’epoca d’oro del thrash metal, anni in cui le band si esaltavano con i propri migliori album (penso al 1986, ma ,perché no, anche al 1990), finalmente con “Under Attack” i Destruction riescono anche loro nell’impresa. L’attesa è stata lunga, ma ne è decisamente valsa la pena! 






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