Lacuna Coil
Delirium

2016, Century Media
Alternative Metal

L' ottavo lavoro in studio dei Lacuna Coil è da cuori forti e orecchie allenate. Ascoltare "Delirium" è come passare quasi 45 minuti sulle montagne russe.
Recensione di Simone Maurovich - Pubblicata in data: 14/06/16

Ok mettiamo subito in chiaro una cosa. L'Italia, quando vuole, sa ancora tirare fuori dell’ottimo materiale. E non fatevi incantare da chi vuole spacciarvi i reality show come polso ufficiale del mercato musicale; è quanto di più lontano dal vero ci possa essere.

Riprova di tutto ciò è l'ultimo lavoro dei nostrani Lacuna Coil dal titolo "Delirium", 11 brani ad alto tasso adrenalinico dove l'angelica ma determinata voce di Cristina Scabbia fa da contraltare al growling imponente di Andrea Ferro in un'alternanza da brividi.
Non ci credete? Allora provate a sentire il brano di apertura "The House Of Shame" ad alto volume e qualora non aveste perso ancora le facoltà uditive, proseguite come ha fatto il sottoscritto nell'ascolto. 

L'ottavo lavoro in studio della band formata dallo stesso Ferro ormai 22 anni fa è da cuori forti e orecchie allenate. Perché ascoltare "Delirium" è come passare quasi 45 minuti, tanto è il minutaggio finale che diventano 57 nella deluxe edition, sulle montagne russe. Il sound è un crescendo traccia dopo traccia che lascia poco spazio per rilassarsi e tirare un sospiro di sollievo. La doppia gran cassa sapientemente suonata da Ryan Blake Folden è ridondante in quasi tutti i brani. Gli slap del basso del veterano Marco Coti Zelati, presenti soprattutto nella traccia Take Me Home - aperta da un'inquietante filastrocca  che ricorda quella presente nei film di "Nightmare" - sono quanto di più viscerali possibili. Per non parlare dei virtuosismi alla chitarra di Diego Cavallotti - new entry al posto di Marco "Maus" Biazzi che ha lasciato il gruppo prima delle sessioni di registrazioni - che sono da pelle d'oca. Menzione d'onore sono anche le collaborazioni che i Lacuna Coil possono vantare all'interno di Delirium, come quella del frontman degli Alter Bridge Myles Kennedy – suo l’assolo di Downfall - e di Mark Vollelunga dei Nothing More - assolo in Blood, Tears, Dust.

L'album, descritto da Cristina Scabbia e Andrea Ferro come "un viaggio nelle atmosfere inquietanti dei manicomi e una situazione nella quale sei bloccato a letto e non capisci cosa sta accadendo" - "You Love Me 'Cause I Hate You" è stata ispirata dai sintomi della Sindrome di Stoccolma - è di forte impatto emotivo, come se una forza misteriosa ti prendesse e alzasse da terra senza che si possa tentare una sorta di reazione. I Lacuna Coil sono in forma e a distanza di due anni da "Broken Crown Halo" non hanno perso minimamente la propria carica.





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