Deep Purple
...To The Rising Sun (In Tokyo)

2015, earMusic
Hard Rock

Doppia nuova pubblicazione, doppia nuova garanzia di potenza live.
Recensione di Giulio Beneventi - Pubblicata in data: 16/09/15

(...prosegue dalla recensione di Live In Wacken) 

 

Tokyo, Giappone


È tempo di trasferirsi nella terra del Sol Levante dove i Deep Purple si presentano per la milionesima volta nell'aprile del 2014, dopo mesi e mesi di fitta attività live. La fatica però non si è ancora fatta sentire o è stata semplicemente anestetizzata dalla consapevolezza di essere tornati nella loro seconda casa: del resto, proprio qui al Nippon Budokan -storica sala concerti di 15.000 posti circa- nel 1972 ha preso vita, tra le molte esibizioni, parte della leggenda ossia il loro album live più famoso Made In Japan, quello che è con ogni probabilità il discone live più celebre nella storia del rock. Replicare la qualità di quei giorni è certamente impossibile... ma Tokyo riesce comunque ad offrire anche questa volta una buona prestazione, il massimo che probabilmente la formazione attuale della band di Hertford oggi può offrire.

Complice anche un'atmosfera più intima e rilassata con una platea educata e rispettosa, l'esibizione nipponica - filmata da ben dodici telecamere in alta definizione e curata nel missaggio audio sempre da Freese e Dietz ad Amburgo sotto l'occhio vigile di Roger Glover- rispetto a Wacken è premiata da un'acustica migliore e una qualità generale lievemente superiore. Da segnalare anche la maggior cura della coreografia, sebbene entrambe le uscite in formato DVD siano interessanti in modo diverso. Persino l'esibizione di Gillan è (di poco) più positiva, con urletti e risate in abbondanza. Di certo, nel totale non ci troviamo assolutamente dinnanzi ad un concerto da "band sul viale del tramonto": anzi, non è un'eresia dire che Steve Morse e Don Airey nel complesso suonino tecnicamente "meglio" dal vivo (e comunque allo stesso livello dei predecessori), specialmente l'asso proveniente dai Dixie Dregs.
La setlist scelta offre qualche minuto in più di show, andando a premiare ulteriormente l'ultimo Now What?! che si sta supportando, ripercorrendo la scaletta tipica della seconda trance del tour mondiale (in cui era inclusa anche la data italiana della scorsa estate, in quel di Barolo): rispetto a Wacken abbiamo l'inclusione di una esplosiva "Apres-Vous" -splendida in posizione di apertura- e l'aggiunta di "Uncommon Man", perfettamente incastonata tra le placide emozioni di "Contact Lost" e "The Well-Dressed Guitar", anch'essi episodi abbastanza recenti (arrivano rispettivamente da "Bananas" del 2003 e "Rapture Of The Deep" del 2005).
Ancora non capisco perché non è stata inclusa anche "Body Line" che avrebbe fatto sicuramente scintille in sede live con quel riff portante di chitarra, ma bisogna comunque ammettere che il numero di pezzi moderni è già così ampio e più che credibile (cinque del solo "Now What?!").


Tokyo con queste piccole ma incisive aggiunte a livello di audio suona lievemente più fresco rispetto alla controparte amburgese e a mio avviso "vince", in questa sorta di confronto che abbiamo messo su accostando le due recensioni gemelle. Ma davvero di poco.
Quindi se proprio dovete scegliere, magari costretti da odiose motivazioni economiche, scegliete il doppio cd rosso. Se però vi regalano il fratellino blu di Wacken ritenetevi comunque fortunati. Per il pensiero e per il buon gusto dei vostri amici.





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