Creeper
The Stranger

2016, Roadrunner Records
Punk Rock

Recensione di Matteo Galdi - Pubblicata in data: 27/02/16

I Creeper, band goth punk originaria di Southampton, giovane ed audace, dopo il disco d'esordio "The Callous Heart" rilascia nel corso dello stesso anno "The Stranger".

Entrambi EP, sono da considerarsi quasi un album in toto, diviso in due episodi. Che sia per accrescere in visibilità o semplicemente per "monitorare" la crescita personale, i Creeper stanno comunque emergendo velocemente dalla massa di band punk underground, forse troppe e troppo simili tra loro per ottenere un certo grado di visibilità oltre i confini del regno unito.

 

Forti di una carica, di un energia rozza ed incontaminata, di un'originalità che li contraddistinguono, i Creeper sono stati presi sotto l'ala della prestigiosa label Roadrunner Records, che ne ha decisamente accresciuto la visibilità ed il successo. Oltre a donargli una buona dose di esperienza, assolutamente necessaria quanto fondamentale.
Decisamente marcati i riferimenti ai "mostri" del genere The Misfits, come evidenti sono i richiami a band come gli Alkaline Trio, i The Damned o gli Strike Anywhere che loro stessi annoverano tra i principali ispiratori. Suonano un perfetto horror punk, pregno di atmosfere oscure dai toni decisamente gotici, già chiaramente esposti a partire dalla traccia di apertura "The Secret Society", dove non lasciano dubbi nemmeno sull'intensità con cui suoneranno in "The Stranger". L'uscita del nuovissimo EP è stata accompagnata da video dei loro brani di punta, per dare un idea di chi si nasconde dietro quella copertina in bianco e nero e quella ragazza dai capelli nero corvino: sei ragazzi che in fondo si divertono davvero come matti, un pò ribelli ed un pò rockstar maledette, vestono abiti scuri, sono pallidi, sputano veleno e ambizione.

 

I Creeper sono svegli, e sanno già come attirare le masse. Miscelano a brani veloci e vecchio stile cori e controcanti, come nel caso loro singolo fino ad ora di maggior successo "Black Mass", caratterizzato da un ritonello da stadio che coinvolge decisamente tutti in sede live.
Contano già un buon numero di brani, ben variegati come il pubblico che li segue, non mancano i classici mielosi che piacciono tanto ai teenager e che fanno piangere le ragazzine ai concerti. Sono forti di un brand ben studiato, fatto di giacche di pelle, toppe con il loro inconfondibile logo (di dubbio gusto per alcuni, apprezzato da altri), borchie e magliette nere. Non sarà qualcosa di troppo ricercato, alcuni pezzi sembreranno strizzare l'occhio alla musica commerciale ma che importa in fondo, ognuno ha tutto il diritto di godersi un pò di quella sana immediatezza scanzonata che si trova solo punk rock.

 

Forse troppo poco materiale ancora per poter giudicare i Creeper ma sicuramente le sensazioni che hanno dato fino ad ora sono positive, raggiungendo il successo necessario per partire in tour, europeo al momento. Si aspetta quindi di vederli live, come l'uscita magari del primo vero disco d'esordio, oltre i due validi EP rilasciati fino ad ora e considerati già piccoli classici. Non male come ingresso sulla scena, però.

 

Per saperne di più, leggi l'intervista al frontman Will Gould.





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