CHVRCHES
Every Open Eye

2015, Universal
Synth-Pop

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 27/09/15

Se si deve trovare una giustificazione all'entusiasmo soverchiante che nel 2013 ha travolto il power trio scozzese CHVRCHES all'epoca dell'esordio di "The Bones Of What You Believe" - nonostante un genere musicale proposto assolutamente derivativo - fu la brillantezza e pulizia del messaggio melodico, ed anche la tremenda capacità di riuscire a far suonare "nuovo" e fresco un synth pop completamente ottantiano.

 

Troppo poco, dite voi? Vero, anche perché oggigiorno non è più e non può più essere solo una questione di belle canzoni vergate con decisa ispirazione. Nei CHVRCHES, piuttosto, risiede prepotente l'innata capacità di far suonare tremendamente emozionale un genere assolutamente sintetico ed elettronico, per cui le canzoni riescono sempre a trovare un'ariosità e potenza inedita nell'affollato panorama del synth pop. Merito, senza alcun dubbio, della militanza di Ian Cook negli Aereogramme eoni orsono; il Nostro, qui relegato dietro al synth, è riuscito in qualche modo a portare la stessa emotività che animava il rock depressivo (stile ultimi Anathema, per intenderci) della sua scorsa band all'interno di un progetto sonoro che di triste non ha nulla, ma, ciononostante, riesce a scatenare le stesse reazioni empatiche nell'ascoltatore. I testi della giovane Lauren Mayberry (critica musicale anch'essa a tempo perso, tra le altre cose) fanno il resto, tratteggiando con didascalica precisione ed estrema semplicità di linguaggio situazioni emotive sempre borderline e forti, come relazioni al collasso oppure abortite dalla mancata accettazione del partner.

 

Ecco, dunque, che la musica dei CHVRCHES riesce ad acquisire una spazialità sonora inedita, che travalica il fatto di trovarsi di fronte a note generate da due synth ed un'occasionale chitarra sempre e comunque resa irriconoscibile da una distorsione elettronica, ed è questo che, di fatto, li rende la formazione più entusiasmante all'interno dell'affollata scena (new) new wave da quando New Order, Depeche Mode e The Human League hanno creato il genere.

 

Fondamentalmente, sul nuovo "Every Open Eye" viene semplicemente confermato tutto quanto scritto sopra, elementi che si ritrovavano tal quali anche sullo scorso inciso. Ed è questo, se vogliamo, l'unico fattore limitante dell'opera attuale, ovvero il suo essere privo di un vero e proprio fattore novità - se si esclude, volendo essere davvero pignoli, una certa vena di inedita melodica epicità che si riscontra nei ritornelli killer del trittico "Keep You On My Side", "Make Them Gold" e "Playing Dead". Ma le belle canzoni sono presenti di nuovo anche qui, così come la capacità di far suonare i synth in modo assolutamente fresco ed accattivante, che siano impegnati in loop circolari a tratteggiare la frustrazione della ricerca fallimentare di un amore ("Never Ending Circles"), oppure in riverberi che scorrono lineari come il vento su un cielo privo di nuvole ("Clearest Blue").

 

C'è una grande energia che muove l'elettronica del trio, una scossa che non viene trattenuta in favore dell'estetica ma, per contro, viene lasciata esplodere, con i meccanismi tipici del rock ("Bury It", la canzone più concitata mai scritta dai CHVRCHES, oppure all'opposto la ballata per solo synth e voce "Afterglow"), sorprendendo l'ascoltatore. Come dire: conosciamo la fiaba a memoria, sappiamo a menadito la morale, eppure l'ordine delle parole con cui essa viene scritta rende quella che dovrebbe essere una solfa noiosa una storia avvincente da cui è impossibile distogliere l'attenzione.

 

E' questa la magia dei CHVRCHES, ed è inutile adesso star qui a preoccuparsi dietro inopportune avanguardie: verrà un momento in cui anche loro dovranno cercare di trovare una nuova formula per continuare a rendere la loro musica interessante.

 

Ma quel momento non è qui, e non è oggi.





01. Never Ending Circles
02. Leave A Trace
03. Keep You On My Side
04. Make Them Gold
05. Clearest Blue
06. High Enough To Carry You Over
07. Empty Threat
08. Down Side Of Me
09. Playing Dead
10. Bury It
11. Afterglow

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