Eleuteria
Burcerei Il Mare

2017, Thisplay Music
Chamber Pop

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 27/10/17

Se cercate in rete informazioni sulla cantautrice bresciana Eleuteria, troverete un singolo (“A Metà”) ed un EP (“Pioggia D’Aprile”). Nel primo caso, scoprirete un’artista racchiusa nell’alveo di un arrangiamento prettamente indie; nel secondo caso, invece, è il pop a muovere le corde del violoncello della cantautrice.
Per questo esordio discografico ufficiale, è piacevole constatare come Eleuteria rifugga in un certo senso da costruzioni sonore che forse ancora non le appartenevano appieno, per tornare in una forma essenziale fatta di canzoni che hanno sì le radici nel pop mainstream neomelodico italiano, ma che si vestono dell’anima totalmente emozionale del violoncello e del pianoforte, donandoci un chamber pop puro e fortissimamente contaminato da atmosfere malinconiche e struggenti.

La nudità è un fattore chiave quando vogliamo scrivere di "Brucerei Il Mare": se Eleuteria suona da sé tutti gli strumenti (con occasionali inserti di violino elettrico da parte di Laura Masotto ), è soprattutto in brani dal forte sapore intimista ed emozionale che prende vita l’opera. E se c’è un pregio di cui dobbiamo cominciare subito a parlare, questo è proprio come non si senta affatto la mancanza di una sezione ritmica propriamente detta ma, anzi: il violoncello di Eleuteria, grazie ad un sapientissimo uso di sovraincisioni e distorsioni, risulta un protagonista assolutamente versatile, basta sentire la corrente elettrica che lo attraversa nell’incipit di “Vento Di Possibilità”, o l’eco che rende improvvisamente impalpabile l’epica di “Trovami”.
E se di vesti non necessita la musica, anche i testi allo stesso modo parlando di amori ed emozioni vissute con forte intensità, su melodie in cui è spesso impossibile restare indifferenti, e la titletrack e “Pioggia D’Aprile” sono lì quasi a sfidare le più ciniche e sterili delle orecchie.

Certo, tutta questa sanguigna sincerità è un’arma a doppio taglio per la Nostra che, spesso preda della sua stessa emozione, partorisce brani ingenui e non propriamente a fuoco, canzoni in cui la dovuta rabbia non riesce ad esprimersi appieno (“Vado Via”), o in cui il gioco assume comunque un tono eccessivamente leggero e canzonatorio, senza la giusta malizia a fare da contrappeso (“Non Mi Addormento Più”).
Ma basta un prezioso interludio di pianoforte, o quel senso di familiarità conferito dalle parole che dipingono le emozioni sospese di “A Metà”, per farci dimenticare un’ingenuità che, a tutti gli effetti, nulla toglie allo smalto di un esordio discografico di una cantautrice dalle enormi possibilità, la cui anima, così fragile e splendente, ci viene donata con disarmante totalità.

Con l’augurio che Eleuteria possa imparare presto tutti i trucchi del mestiere, e scegliere le maschere dietro cui lasciarsi intravedere per lasciare poi all’ascoltatore il massimo piacere della svestizione e della scoperta, concludiamo consigliando comunque l’ascolto di un esordio acerbo e maturo allo stesso tempo, un frutto comunque certamente dolcissimo ed abbondantemente succoso.





01. Vento Di Possibilità
02. Brucerei Il Mare
03. Trovami
04. Interludio (Trovami)
05. A Metà
06. Strade Di Leeds
07. Interludio (Non Mi Addormento Più)
08. Non Mi Addormento Più
09. Vado Via
10. Pioggia D’Aprile
11. Postludio (Pioggia D’Aprile)

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