Beth Hart / Joe Bonamassa
Black Coffee

2018, Mascot Label Group
Soul Blues Rock

Recensione di Sergio Mancuso - Pubblicata in data: 05/02/18

Se Jessica Rabbit avesse saputo cantare "Why Don't You Do Right" come viene interpretata nell'album e se fosse stata accompagnata dalla chitarra di Bonamassa allora avrebbe spezzato molti più cuori! Possiamo affermarlo con la sicurezza di chi sa di avere ragione.

 

Black Coffee è il terzo lavoro della coppia Hart e Bonamassa ed è un disco che miscela la potente voce soul di Beth con la chitarra infuocata del Titano del blues; i due sono anime gemelle unite dalla musica e la loro chimica è indubbia, lo sanno, se ne compiacciono ma non si adagiano sugli allori e così non cambiano le carte in tavola e come al solito rivisitano in maniera del tutto personale e appropriata canzoni provenienti dal jazz e dal blues.

 

L'album si apre con "Give It Everything You Got" dove la chitarra di Bonamassa vibra di heavy blues e decide subito di mettere le cose in chiaro e di far capire che sarà Lei la vera protagonista dell'album. Bonamassa è Bonamassa e da lui non potremmo aspettarci altro che l'eccellenza chitarristica ma la Hart non si fa mettere in ombra e la sua voce, mai come questa volta, accarezza l'ascoltatore intonata, grintosa e sensuale quando necessario, passando con disinvoltura tra le sonorità di Ella Fitzgerald, Nina Simone, Janis Joplin e Etta James senza perdere la propria unicità.

 

Procedendo all'ascolto "Joy" brilla come un diamante grezzo, ruvida e accattivante come la voce della Hart, tentatrice come la chitarra psichedelica di Joe; "Soul On Fire" ha groove, ha swing e possiede il potere d'irretire l'ascoltatore, abbracciarlo e portarlo a ballare, cullarlo con la carezzevole alchimia tra voce e chitarra. La title track ha una sola protagonista e questa è Beth che emerge prepotentemente grazie anche a linee melodiche volutamente in secondo piano. In questa canzone la sua potente voce si scatena e graffia come una tigre e sebbene si regga quasi esclusivamente su due parole, "Black Coffee", vorresti sentirgliele ripetere ancora e ancora! 

 

Questo album diretto e mixato dal produttore Kevin Shirley, uomo di fiducia del nostro bluesman, non lascia nulla al caso, è un'opera perfettamente centrata che in più o meno quarantacinque minuti incanta l'ascoltatore trasportandolo in un mondo sonoro dal quale risulta difficile staccarsi.

 

Anche se quanto detto è vero e anche se nessuna traccia delude è "Lullabye Of The Leaves" a raccogliere il palmarès di migliore interpretazione del duo. Beth Hart ricopre la propria voce di sensualità e miele e accompagnata da un piano suonato con perizia, dall'ormai inseparabile sodale di Joe Reese Wynans, dà vita a un sensuale swing che sarebbe stato perfetto in un fumoso locale jazz degli anni '30, anche se bisogna essere sinceri: negli anni Trenta sarebbe stato impossibile in un locale jazz ascoltare una chitarra rock blues scatenarsi così! Joe è perfetto, la doma e la tiene a bada come un cavaliere sa tenere testa al proprio purosangue che morde il freno, ma è impossibile non notarne la potenza e la bellezza.

 

Questo è un album da avere, e conservare gelosamente, perfetto per gli amanti della buona musica.





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