Baustelle
Roma Live!

2015, Warner
Pop Rock

"Un disco live può diventare un'imprescindibile opera da studio, se la firma è quella dei Baustelle."
Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 17/11/15

E' davvero appropriato ritenere il monumentale "Fantasma" la chiusa ideale di un immaginario primo tempo nella vita artistica dei Baustelle. Come disco di rottura tra un passato dandy pop ed un futuro ancora misterioso - ma fortemente orientato verso il cantautorato puro, esso svolge la sua funzione al meglio, ostentando gli sforzi di una band concentratissima che ha esaurito in campo ogni energia fornita dalla loro ispirazione.

 

"Roma Live!" giunge, oggi, come ulteriore manifestazione tangibile di tale impegno, anche se - ed è bene ammetterlo - i Baustelle sono notoriamente una band piuttosto capricciosa, che non ha messo esattamente le stesse risorse registrate in questo disco all'interno di ogni data dell'immenso tour a seguito del loro ultimo parto discografico (il sottoscritto è ancora memore di un live piuttosto asciutto ed asettico tutto basi registrate in quel del Carroponte di Sesto S. Giovanni nel settembre del 2013). Fatto logistico e comprensibile, ma è bene dirlo subito a scanso di equivoci: questo live record soffre del peccato originale di cui ogni disco dal vivo dovrebbe essere privo, ovvero l'essere un collage di tre date diverse, tutte svolte all'interno della nostra capitale, certo, ma nondimeno non si tratta di una registrazione continuativa. E questo, cari amici all'ascolto, è il palliativo che non consente di trovare, su disco, i difetti fisiologici di una band che si esibisce live.


Ciononostante, la scusante dietro il certosino operato di taglio & cucito c'è, ed è importante. Le tre date in questione, difatti, presentavano una configurazione orchestrale su palco totalmente diversa: con orchestra sinfonica, con sezione fiati e con quartetto d'archi.


Ed ecco, quindi, la possibilità di scorgere la band da diversi punti di vista semplicemente passando da una traccia all'altra di questo inciso, ennesima testimonianza di come, su disco, i Baustelle alla fine non ne sbagliano mai una. Neanche in questo caso, e nonostante le premesse.

 

"Roma Live!", difatti, è comunque opera portatrice di molti pregevoli pregi, di seguito elencati anche in modo piuttosto ingenuo e fastidioso (se volete).

 

La scaletta, innanzitutto. Lasciate stare un ufficio stampa ed un marketing troppo indulgente nell'affermare che questo, oltre che un disco dal vivo, è anche un efficacissimo greatest hits dei Baustelle: se è pur vero che il disco si apre e si chiude coi due maggiori successi commerciali della band toscana (ma milanese d'adozione), nel mezzo abbiamo tutte tracce per puri aficionados dei Nostri, una setlist che da "Fantasma" prende meno che da "La Moda Del Lento" (per dire), arricchendo oltretutto il lavoro da due cover di assoluto pregio. Nello specifico, "Signora Ricca Di Una Certa Età" (versione italiana di "Woman Of A Certain Age" dei The Divine Comedy, e negli effetti Francesco Bianconi non è altro che la versione nostrana di Neil Hannon) e "Col Tempo" di Leo Ferrè (parlando di canzoni di assoluta classe). Una scelta quindi coraggiosa e totalmente priva di ogni logica commerciale, che premia anziché mortificare.

 

Quindi, la qualità della registrazione. Se temete - giustamente - che il collage in studio si sia tramutato anche in una rilavorazione totale dei suoni ripresi nei live, sarete piacevolmente smentiti da un disco che mantiene intatto il feeling tipico della camera da concerti, addirittura enfatizzando una sorta di "distanza fisiologica" della musica e ponendo gli interventi del pubblico in primo piano. Non è davvero da tutti lasciare che la gente si ponga davanti alla band nella trascrizione in studio di un concerto, ma i Baustelle hanno lavorato sodo in questo, ed i risultati sono oltremodo piacevoli, considerando che mezzo passo falso nella direzione scelta li avrebbe portati inesorabilmente verso il bootleg qualunque registrato col telefonino.

 

Infine, la veste sonora delle diverse composizioni. E' incredibile l'intensità che si è respirata in questi concerti romani (perlomeno, nelle parti scelte dalla band per il disco), e la sontuosa veste orchestrale dal vivo ha infuso una linfa vitale inedita ai brani più o meno vecchi, e la sensazione è quasi quella di riscoprire queste canzoni - magari non conosciutissime dalle masse ma ciononostante comunque note - per la prima volta (a mero titolo d'esempio, si citerà "La Canzone Del Parco" e "L'Aereoplano", curiosamente tutti brani a firma Bastreghi, tra gli episodi che hanno goduto maggiormente di questo trattamento "ringiovanente").

 

Ecco, quindi, che il famoso peccato originale del disco live figlio di molto operato in studio viene come per magia mitigato, e "Roma Live!" diviene l'ennesimo disco imprescindibile a firma Baustelle (malignamente, si potrebbe anche insinuare perché difficilmente vi capiterà di vedere la band effettivamente dal vivo in così smagliante forma e con la strumentazione veramente adatta per rendere la loro musica sul palco al meglio).


Quindi, se pensavate di poter saltare questo appuntamento perché sì dai, in fondo i Baustelle sono una band da studio: ecco, temo che dobbiate fortemente riconsiderare la vostra posizione.





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