Avatarium
Hurricanes And Halos

2017, Nuclear Blast
Hard&Heavy

Quando cala l'oscurità, ecco farsi strada la Bellezza di delicate ballate avvolte da pesanti ritmiche
Recensione di Pamela Piccolo - Pubblicata in data: 18/05/17

Dei motivi hard & heavy sono gli ingredienti che hanno dato vita al terzo album in studio degli svedesi Avatarium. Straordinario successore di "The Girl With The Raven Mask", “Hurricanes And Halos” apre con una rispolverata dell’hard rock dei ruggenti anni Settanta accompagnato da una voce trascendentale, il timbro di Jennie-Ann Smith. “Into The Fire - Into The Storm” è quindi l’intro a una ventata di aria fresca sia per la band, sia nella vita di Leif Edling. 
 
“The Starless Sleep” è fragile. Jennie-Ann ti conduce per mano nel mondo ipnotico degli Avatarium, in cui i cori e i backing vocals donano altresì misticismo alla successiva “Road To Jerusalem”, brano tipicamente classic rock che aprirà al principio distorto di “Medusa Child”, il cui fare cantilenante rimanda a quel genere massimo che è il doom. “Medusa Child” è un brano dalle due facce. In esso animano la cupidigia del doom e la apparente gioiosità con cui Jennie-Ann intona alla Gorgone. Il ritornello a opera di alcuni bambini trasforma la quarta traccia dell’album in una composizione strumentale: un incedere e un incalzare ritmico al pari del battito di un cuore.

La seconda parte di “Hurricanes And Halos” è, dalla sua quinta traccia, una continua ballad. Marcus Jidell, dopo avere impresso i suoi sentimenti per il padre e averne ricordato l’animo gentile in “When Breath Turns To Air”, abbraccia la chitarra in “A Kiss (From The End Of The World)” quasi ne fosse una seconda pelle e il tessuto connettore del classic rock al classic doom. Meravigliosamente poetica, “A Kiss (From The End Of The World)” sembra marcare il canto delle balene e sconfinare con le note d’organo di Rickard Nilssonb sul suo punto finale. Elegante e non melensa è la voce di Jennie-Ann che sapientemente si intreccia alla melodia nata dalle menti di Marcus, di Rickard, di Mats Rydström (basso) e di Lars Sköld (batteria) e cadenzata con l’epicità del doom.
 
“Hurricanes And Halos” è un disco dove il rock e la psichedelia degli anni ’70, miscelati al doom più classico, si tingono di vene noir e poetiche a più riprese - soprattutto le seconde -, che piacevolmente riprendono, soprattutto nella traccia che dà il nome all’album, i moderni Explosions In The Sky. Ogni brano del terzo lavoro degli Avatarium gode di una particolare bellezza che esplode nella strumentale “Hurricanes And Halos”, sfoggio dell’eterogeneità stilistica dei componenti della band.
 
Gli Avatarium sono un composto di classe, raffinatezza, gusto e passione che con “Hurricanes And Halos” apre un nuovo capitolo nella storia della band. Nonostante i suoni orecchiabili, il frutto nato dalla collaborazione tra Jidell ed Edling si appoggia sulle tipiche atmosfere doom al fine di esplorare nuove lande. “Siamo focalizzati non sugli aspetti tecnici, ma sui paesaggi e i colori. Diverse emozioni, ansie, difese e condizioni umane trovano spazio nella nostra musica”, ha dichiarato Jidell.   




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