As Lions
Aftermath

2016, Better Noise
Alternative Metal

Il 14 ottobre è uscito l'EP di debutto degli As Lions, band capitanata da Austin Dickinson, figlio di un certo Bruce. Scoprite cosa ne pensiamo! 
Recensione di Marta Scamozzi - Pubblicata in data: 24/10/16

ENGLISH VERSION BELOW!

 

---ITA--- 

 

Toglietevi quell'espressione scettica dalla faccia, abbassate quel sopracciglio; calma. Dimenticate il nome Dickinson, tanto il paragone che vorreste fare non funzionerà: sarebbe come paragonare un aereo a un paio di sci. Okay, l'aereo viaggia più spedito, ma provate a usarlo per scendere dai pendii di una montagna.
Austin Dickinson, figlio di un certo Bruce, torna nell'industria musicale un anno dopo la disfatta dei Rise To Remain, ennesimi moscerini nella ragnatela del Metalcore europeo.
Piuttosto che scegliere la strada dell'accanimento terapeutico tentando di riesumare una band in picchiata verso il basso, il figlio d'arte decide non solo di voltare pagina con i componenti del gruppo, ma anche di dimenticare lo scream, i riff martellanti e le raffiche di batteria.

Nasce così "Aftermath", il primo EP degli As Lions, definito da qualcuno un promettente primo lavoro di una giovane band Heavy Metal, pronta alle luci della ribalta. Ora, sì; la giovane band in questione è effettivamente promettente, ma l'heavy metal è un'altra cosa. In "Aftermath" non troverete incalzanti pennate, accaniti doppi pedali, virtuosi assoli o fantasiose linee di basso; però troverete la giusta dose di intelligenza alla quale consegue un rivoluzionario approccio nei confronti dell'ascoltatore.
Mentre i Rise To Remain puntavano a un pubblico affezionato al Metalcore, gli As Lions rischiano tutto, mettendo in gioco le passioni musicali del frontman che strizzano palesemente l'occhio all'Iindustrial Rock e alla musica elettronica. Gli assoli sono quasi assenti e il ruolo della chitarra ritmica, relegato a comparsa, è sostenuto dagli innumerevoli virtuosismi del synth. Tutto è costruito con precisione millimetrica per accompagnare una linea vocale pulita e piacevole, dove ogni parola è chiaramente scandita.
Lo scopo è quello di raccontare una società ferita, incompleta, e il mezzo è una linea melodica dolce e malinconica, che ha il sapore di un'amara rassegnazione.
Tutto ciò è estremamente intelligente: l'aria distrattamente alternativa di "Aftermath" lo rende infatti apprezzabile ad orecchie poco abituate alla musica estrema, mentre l'innegabile qualità tecnica lo salvano dalle critiche dei metallari puristi.

Ognuna delle quattro tracce contenute dal primo lavoro in studio degli As Lions è singolarmente orecchiabile: non si trovano elementi ripetuti saltando da canzone a canzone, non si ha l'impressione di essere intrappolati in un lavoro privo di fantasia o, peggio, di anima.
Si va dal ritornello circolare della titletrack in apertura, che entra prepotentemente in testa dopo meno di quattro minuti, al contrasto di frequenze alte e basse di "White Flags" accompagnate da echi di tastiera elettronica in sottofondo. "Deathless" è una traccia da concerto, una di quelle che fa saltare ininterrottamente il pubblico: caratterizzata da melodie decise scandite da una secca ritmica strumentale, essa si guadagna il titolo di traccia migliore dell'EP . La chiusura è lasciata alla triste "World On Fire", una ballad che tende la mano al lato più commerciale dell'alternative rock.

"Aftermath" è un lavoro monotematico, che parla allo stesso tempo di un leggero disagio esistenziale in cui ognuno può identificarsi perfettamente e di attualità, lasciando trasparire un'intima ossessione per la guerra e, in generale, per il disagio globale.
Si tratta di un album che vi entrerà in testa, che lo vogliate o no. Lo scopo del salto dal Metalcore al Rock Alternativo, probabilmente, era quello; e il fatto che ci riesca ne testimonia la qualità.
Non aspettatevi grandi rivelazioni sulla vita tra i suoi versi, non tentate di attribuirgli caratteristiche che non ha mai avuto intenzione di avere. Godetevi "Aftermath" così come è lecito goderselo: rilassatevi, non sempre si può parlare del figlio di un settimo figlio o di numeri della Bestia. Lasciatelo risuonare nelle cuffie mentre prendete il bus, oppure mentre fate sport.

Scendete da quell'aereo, mettete gli sci e vedete cosa succede. 

 

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 

 

---ENG--- 

 

Remove that skeptical expression from your face, lower your eyebrow; calm down. Forget the surname Dickinson: the comparison you are about to make is not going to work out. It would be like comparing a pair of skis with an airplane. Of course the airplane can travel faster; but try to use it to climb down a mountain.

 

Austin Dickinson, son of a certain Bruce, gets back into the music industry approximately one year after the split up of Rise To Remain. Instead of choosing the way of therapeutic obstinacy with his old band, the boy decided to try something new, taking some distance from Metalcore. "Aftermath", the first As Lions EP, was born in this context. Someone could define it as an excellent first release of a promising Heavy Metal band. Well, yes; As Lions is definitely a promising band, but Heavy Metal is a slightly different thing. In "Aftermath" you will not find hammering riff, virtuous solos or drum flurry; but you will find the right amount of intelligence that shakes up the approach with the listener. By abandoning Rise To Remain's Metalcore As Lions risk everything, playing with a musical genre that winks at Alternative Metal and electronic music. The solos are rare, and the rhythmic guitar is sustained by the Synth. Everything is build up with millimeter accuracy to accompany a clean and pleasant vocal line. The goal is to tell a story about a wounded, incomplete society by using a sweet melodic line, that tastes like a bitter resignation.

 

The alternative mood of "Aftermath" makes it pleasant even for the ears less used to extreme music, while the undeniable technical quality saves it from the critics of pure metalheads. Each one of the tracks contained in the first As Lions EP is singularly catching: there are not repeated elements in different songs. You will not have the impression of listening to something that has been built without using imagination and doesn't have a soul. You go from the circular refrain of the title track that enters in the listener's head after less than four minutes, to the contrasting high and low tonalities of "White Flags", accompanied by keyboard echoes. "Deathless", besides having amazing lyrics, is the typical concert track; the one that would make any crowd jump repeatedly. The closure is left to "World On Fire", a ballad that gives a hand to the most commercial side of alternative rock. "Aftermath" is a monothematic work, that talks about an existential disease in which everybody can identify with, which shines through an intimate obsession for war and, in general, for global disease.

 

It's an album that will enter in your head, whether you like it or not. In fact, that was probably one of the goals of the switch from Metalcore to Alternative Rock; and the fact that it perfectly manages in this intent, demonstrates its quality. Don't expect transcendental revelations about life between the verses, don't even try to attribute qualities that it never wanted to have. Just enjoy "Aftermath" for what it is: relax, you just cannot always talk about seventh son of a seventh son and number of the beast. Let it ring from the headphones while you are catching the bus, or while you are playing some sport.

 

Just get off that plane, put on your skis and see what happens.





Speciale
Metallica: 35 anni in tour

Speciale
ESCLUSIVA: guarda il nuovo lyric video dei White Skull

Speciale
PREMIERE: guarda il nuovo video dei the Cyborgs

Speciale
PREMIERE: guarda "Flesh Tight", il nuovo video dei Triggerfinger

Speciale
Chris Cornell: "I'm gonna break my rusty cage"

Speciale
Libri: Confessioni di un Eretico - Tra sacro e profano nei Behemoth e oltre