Annihilator
Feast

2013, UDR Music
Thrash

Gli Annihilator ci regalano il miglior disco thrash dell'anno
Recensione di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 29/08/13

Per una volta voglio partire dalla fine: con “Feast” gli Annihilator segnano in maniera indelebile la loro rinascita con un disco di qualità talmente alta da essere non solo la migliore uscita thrash metal dell’anno, ma uno dei dischi più riusciti della band canadese.

 

Che la rinascita della creatura di Jeff Waters fosse vicina lo avevamo intuito da una serie eventi, concerti e dischi che avevano lasciato indizzi più che concreti. Sarà per la crescente armonia tra Jeff Waters e Dave Padden (grazie ad una collaborazione che dura da ormai 10 anni), sarà che gli Annihilator erano tornati a regalare show dal vivo memorabili, sarà dal fatto che con “Metal” e “Annihilator” ci hanno regalato due dischi di fattura decisamente pregevole, ma in parecchi attendavamo con ansia il nuovo “Feast” pregustandoci la possibilità che, con tutti gli ingredienti giusti, potesse essere un nuovo capolavoro capace di riportare in auge una formazione fin troppo bistrattata nella seconda metà della sua quasi trentennale carriera.

 

Per avere conferma di tutti i positivi auspici è bastato inserire “Feast” nel lettore e schiacciare il tasto play: con l’opener “Deadlock” Jeff Waters e soci ci regalano un brano perfetto, fatto di riff incredibili sia per qualità che tecnica, il tutto accompagnato da una struttura vincente e trascinante. Se “Deadlock” rappresenta uno dei brani più aggressivi e violenti mai scritti dal combo canadese, “Smear Campaign” si configura come un brano pesantissimo e cadenzato dove delle ottime linee vocali e riff avvolgenti ci  rendono impossibile non muovere la testa seguendone il ritmo. In una tale estasi di tecnica, finalmente non fine a se stessa, “No Surrender” sembra quasi un brano dissacrante, dove tutta la genialità del guitar hero canadese trova uno sfogo naturale quanto piacevolmente inaspettato. Il disco scorre via che è un piacere grazie ad una compattezza di suono che rende naturali gli innumerevoli cambi di ritmo per una meraviglioso tsunami chitarristico. Tra brani convincenti come “No Way Out” (suonata in anteprima live anche al Wacken Open Air”),  “Demon Code” e “Fight the World” si trova anche la piacevole e rilassante sorpresa della ballad “Perfect Angel Eyes” che ci regala un momento di tregua dal costante bombardamento sonoro.

 

Con “Feast” Jeff Waters sembra aver ritrovato, dopo molti anni, la quadratura perfetta del suo suono: una marea di riff e di assoli di livello superiore che risultano perfettamente complementari ai brani e che, pur restando una delle prerogative del sound della band, non risultano invadenti, ma perfettamente integrati in brani molto ispirati e ben sviluppati, divenendone così un valore aggiunto di qualità indescrivibile.

 

A completare il tutto, la versione in mio possesso di “Feast” contiene anche un bonus cd intitolato “RE-Kill” dove trovano spazio tutti i classici della band, da “Allison Hell” a “W.T.Y.D.”, da “Fun Palace” a “Set The World On Fire” completamente ri registrati dalla attuale formazione: un piccolo omaggio che nulla regala dal punto di vista prettamente musicale, ma che (con tutti i rischi di andare a toccare classici che hanno fatto la storia del thrash) ci mostra come suonano oggi le pietre miliari della band con un suono molto moderno e potente.





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