Ace Frehley
Space Invader

2014, SPV/Steamhammer
Hard Rock

Siete pronti per l'invasione dello Spaceman?
Recensione di Daniele Carlucci - Pubblicata in data: 05/09/14

Ace Frehley non è solo uno dei quattro ragazzi che nel lontano 1973 hanno dato il là ad un sogno meraviglioso chiamato Kiss, ma è anche uno dei chitarristi hard & heavy più influenti degli anni ’70, che con il suo riffing incalzante ed i suoi power chord ha segnato un’intera epoca. L’originale Spaceman ha ormai spento le quaranta candeline sulla torta della sua carriera dorata ed oggi è concentrato più che mai sulla sua parabola solista. A cinque anni di distanza da “Anomaly” Frehley pubblica il suo sesto album “Space Invader” e, neanche a dirlo, lancia sulla Terra la consueta scarica rock ‘n’ roll.

Il genio della sei corde al servizio di Gene Simmons e Paul Stanley per i primi, indelebili, anni dei Kiss è capace di marchiare a fuoco i brani in cui mette mano con il suo sound inconfondibile. Ed il nuovo disco di Ace Space non fa eccezione. Il chitarrista del Bronx sembra essere salito sulla navicella immortalata sull’artwork del CD per fare un salto nel passato e riassaporare le sue radici, ritornando poi nel ventunesimo secolo con un lavoro tremendamente old school. Le canzoni sono state registrate in isolamento totale presso il Creation Lab di Turlock, California, in modo tale che Frehley potesse concentrarsi sulla stesura dell’album senza che la sindrome da deficit di attenzione di cui soffre lo potesse distrarre dal suo scopo. Il risultato è un disco di puro hard rock settantiano, divertente e piacevole da ascoltare. La title-track “Space Invader”, in apertura, alza la temperatura al punto giusto grazie a riff possenti, assoli vertiginosi e ritornelli micidiali che si fissano subito in testa. Canzoni come “I Wanna Hold You”, “Gimme A Feelin’” e “Toys” riportano indietro nel tempo, ai primi album dei Kiss, e starebbero benissimo infilate nella tracklist di “Dressed To Kill” o “Dinasty”. “Change” ed “Inside The Vortex”, oltre ad essere i due brani più cupi del disco, sono anche due degli episodi più interessanti e riusciti dell’intero platter. In chiusura si segnalano anche una bella cover di “The Joker” della Steve Miller Band, volutamente fedele alla versione originale, e la strumentale “Starship”, intrigante groviglio di riff a tratti mistici e scattanti assoli che con uno strattone danno il cambio di marcia.

Più che buono il ritorno dello Spaceman, che con il suo sound ed il suo stile unico ed immediatamente riconoscibile continua a regalare gioie alle orde di fan nelle cui vene scorre rock ‘n’ roll. Paul Daniel Frehley, al secolo “Ace”, riesce ad essere sempre sugli scudi con riff ispirati ed ottimi assoli e non stecca l’appuntamento con il suo sesto album solista. 

Per i divoratori di chicche storico/musicali, l’artwork di “Space Invader” è stato creato da Ken Kelly, amico di lunga data di Ace ed autore delle cover di due dei dischi di maggior successo dei Kiss: “Destroyer” (1976) e “Love Gun” (1977).





01. Space Invader
02. Gimme A Feelin' (Radio Edit)
03. I Wanna Hold You
04. Change
05. Toys
06. Immortal Pleasures
07. Inside The Vortex
08. What Every Girl Wants
09. Past The Milky Way
10. Reckless
11. The Joker
12. Starship

Deluxe Edition

13. Space Invader (Radio Edit)
14. Gimme A Feelin' (Explicit)

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