Vrångbild
A Psyche Engaged To The Vortex

2017, Cirsium Kollektivet
Black Metal

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 28/12/17

Risulta difficile immaginare che un unico musicista si trovi dietro le quinte dell'album dal brillante titolo "A Psyche Engaged To The Vortex", un marasma sonoro che disintegra in un unico blocco la categorizzazione dell'assoluto: sotto l'attenta sorveglianza di una realtà sovrasensibile, il fluido cerebrospinale percorre volute indistinte lasciando sulla sabbia corvina l'effluvio ammorbante della coscienza in abduzione. Black metal duttile e permeabile, in grado di assumere cadenze aggressive e soffocanti: quarantacinque minuti di percezioni malate e tormenti di gelatinosa consistenza, declinati in un pugno di brani dilatati all'inverosimile. Nel nuovo lavoro a firma Vrångbild la molecola dello Spirito precipita obliqua sul dorso del crepuscolo.
 
 
L'opener "Giving In To The Craving", turbine malvagio su ferite non cicatrizzate, abbina inquietanti lacerti di chitarra pervasi da uno stoner/doom atmosferico a un cupo trionfo di riff taglienti e malsani: il calpestio maniacale del rullante amplifica la vizza cancrena esalante zolfo proveniente dall'ipofisi martoriata. Nel mezzo, la propensione alla divagazione onirica indotta da narcotici in infusione popola la mente di spettri e negromanti dal bulbo ingannatore.
 
 
"Spiritual self-flagellation", pezzo ronzante e bollente, tende implacabile le corde dell'angoscia, allentandole per incunearsi nell'encefalo e spingervi all'interno ulteriori sbigottimenti, prima di scatenarsi in quella che ha tutte le fattezze di un'orgia demoniaca il cui palpito devitalizzante affonda progressivamente in un freddo, oscuro boudoir di dolente malinconia.
 
 
La suggestiva "Vortex-Messiah" si muove tra allucinazioni e inabissamenti fobici, carica di urla e sussulti infernali; il lento e ansante incedere della batteria supporta la condanna di anime trafitte da grugniti, pianti, grida torturate. Poi l'esplosione, uno strappo improvviso e raffiche di macabra carneficina, annerite dalla cacofonia vocale di Gråsjäl, svuotano l'eterno. Il contrasto dei vari passaggi si annulla: la consapevole qualità lo-fi della produzione rende sinistra la spirale dell'avvento.
 
 
"Limping Towards The Edge", sebbene impieghi i medesimi ingredienti caratterizzanti le tre composizioni precedenti, rappresenta la traccia più brutale e sanguinaria del lotto: un quarto d'ora di martellante violenza ipnotica cangiante nel finale in nebbia psichedelica nel quale l'Io individuale si congiunge con il cosmo rovesciato della dannazione.
 
 
Opera complessa e a stento classificabile, "A Psyche Engaged To The Vortex" penetra le viscere della ragione gremendone le anse di incubi e visioni polverizzanti: dopo la funesta discesa di "Into The Abyss In Zero" (2015), l'uomo riprende quota, ma solo per perdersi nel delirio autodistruttivo dell'occhio pineale.




01. Giving In To The Craving
02. Spiritual Self-Flagellation
03. Vortex-Messiah
04. Limping Towards The Edge

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