Verde Lauro
Son Animali Al Mondo

2015, Autoproduzione
Power Metal

Recensione di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 27/03/15

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nudriva ’l core
in sul mio primo giovenile errore
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono,

del vario stile in ch’io piango et ragiono
fra le vane speranze e ’l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.

Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;

et del mio vaneggiar vergogna è ’l frutto,
e ’l pentersi, e ’l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.


Non saranno di certo pochi gli studenti italiani che alle scuole medie o a quelle superiori si devono essere trovati di fronte a questi versi del Petrarca provando una certa sensazione di sconforto, interrogandosi sull’utilità di studiare le vicende umane e poetiche di un individuo vissuto circa settecento anni fa. Nell’Italia del nuovo millennio, quell’Italia che è stata patria di poeti e di navigatori, ma anche di grandi musicisti, i versi immortali di un poeta ‘trecentesco acquistano nuova vita nell’opera di un giovane artista (ticinese, in questo caso), Fabrizio Sassi.

Il progetto Verde Lauro riprende, ampliandolo, quanto Sassi aveva già fatto in precedenza, ovvero rendere in musica i sonetti di Petrarca. A curare le orchestrazioni di questa interessante ed innovativa commistione è stato chiamato un altro giovane musicista, Mauro Desideri (VeraEuiridice). A completare la band, tre musicisti di indubbia fama del panorama italiano: Mattia Stancioiu (Crown Of Autumn, ex Labÿrinth, Ex Vision Divine) alla batteria, Francesco Marras (Screaming Shadows) e Pier Gonella (Mastercastle, Necrodeath, Perseo Miranda, ex Labÿrinth) alle chitarre. Al fine di donare un ulteriore lustro al progetto sono stati chiamati quattro cantanti ospiti, da sfruttare al meglio per moltiplicare le sfumature vocali ed emozionali presenti nei brani raccolti: Alessandro Del Vecchio (Edge Of Forever), Roberto Tiranti (Vanexa, ex Labÿrinth), Davide Dell’Orto (Drakkar) ed Emanuele Rastelli (Crown Of Autumn).

Son Animali Al Mondo” è la perfetta unione di testi estremamente ispirati ed immortali con una partitura musicale che rende perfettamente onore alla materia trattata. L’amore per Laura del Petrarca viene trasformato nella passione, che può essere ricollegata ad una qualsiasi sfera dell’esistenza umana, dall’amore vero e proprio per una persona, a quello per un’arte (come la musica, per esempio, e molti degli artisti coinvolti in questo progetto dovrebbero riconoscersi n questo transfert), rendendo la tematica presentata estremamente coinvolgente e comune a tutti gli ascoltatori. I brani, basandosi su sonetti di breve durata, presentano tutti un minutaggio estremamente contenuto, che gioca decisamente a favore dell’ascoltabilità dell’album, con strutture quanto più asciutte possibile (pur sempre nei limiti negli arrangiamenti sinfonici) ed il giusto spazio lasciato agli assoli delle chitarre senza che questi comunque prendano il sopravvento o diventino il centro della singole composizioni. La possibilità di sfruttare ben cinque voci, ognuna con la propria identità ben precisa e capaci di amalgamarsi perfettamente nei brani corali, aumenta ulteriormente la qualità proposta. La volontà di riproporre filologicamente un italiano ormai desueto, e per di più con la stessa metrica dei sonetti d’appartenenza, deve aver creato non pochi problemi in fase di scrittura, ma il risultato ottenuto mostra come la materia “alta” (la poesia) riesca benissimo a coesistere con quella “bassa” (l’heavy metal). In diversi momenti sembra quasi che i testi siano stati scritti appositamente per figurare all’interno dell’epos tipico del power metal.

L’ossatura di power metal magnificamente orchestrato sulla quale si basa l’album lascia comunque spazio anche a momenti più intimi, come “Valle Che De’ Lamenti Miei Se’ Piena”, “Era Il Giorno”, “La Vita Fugge”, “Quanto Più M’Avicino Al Giorno Extremo” o “Solo Et Pensoso” (questo il brano più toccante dell’intero album), dove i cinque cantanti mostrano appieno la carica di emozioni che questi testi musicati possono esprimere. In un’opera musicale basata su un’origine scritta di tale importanza, come può essere il Canzoniere del Petrarca, è più che naturale che l’accento sia puntato maggiormente sull’interpretazione vocale, ma la bravura dei musicisti qui interessati è tale che l’effetto “noia” (di studentesca memoria) nel sentire declamare tali versi risulta completamente annullato. Diciotto brani (con l’aggiunta di due rivisitazioni in chiave orchestrale con la sola voce di Fabrizio Sassi) per un’ora di durata, nessuna caduta di tensione, nessuna caduta di qualità.

Un album, “Son Animali Al Mondo”, pensato, nonostante l’origine elevata della materia, per il grande pubblico, che di certo non rimarrà affatto scontento del risultato ottenuto. Un ottimo esempio di commistione tra arti, che ci si augura abbia al più presto un seguito.



01. Voi Ch’ Ascoltate
02. Son Animali Al Mondo
03. Valle Che De’ Lamenti Miei Se’ Piena
04. Zephiro Torna
05. Era Il Giorno
06 Questa Fenice
07. I’ Vidi In Terra
08. Erano I Capei D’Oro
09. Passa La Nave
10. Giovene Donna
11. Solo Et Pensoso
12. Se Virgilio
13. La Vita Fugge
14. Laura
15. Se Lamentar Augelli
16. A Qualunque Animale Alberga In Terra
17. Quanto Più M’Avicino Al Giorno Extremo
18. Pace Non Trovo
19. Passa La Nave (Versione Orchestrale) (Bonus Track)
20. Zephiro Torna (Versione Orchestrale) (Bonus Track)

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